"PFM canta De Andrè” Resoconto Live Marsala


“PFM canta De Andrè” non è un semplice omaggio che Franz Di Ciccio e compagni fanno a Faber, è l'incontro di due mondi apparentemente lontani che si sono abbracciati più volte, facendo la storia, e che vogliono farlo ancora, per ricordare.. che le differenze sono ricchezza, che l’arte non conosce confini. Il Teatro Impero di Marsala che accoglie la band è gremito come si conviene per le grande occasioni. Ed è bello vedere più generazioni presenti.



Il concerto è diviso in quadri, il primo è dedicato alla leggendaria tournée live che i nostri fecero insieme nel 79: -"Non ci vedevamo da anni - racconta Franz Di Ciccio, e Fabrizio venne a trovarci a un nostro concerto in extremis trovando qualcuno all’ultimo minuto che potesse accompagnarlo visto che non aveva la patente. In America era normale ammirare e collaborare con altri artisti anche apparentemente differenti, pensate a Santana con il quale condividevamo spesso il palco che adorava gli Eagles. Noi proponemmo di fare qualcosa insieme ma lui si convinse solo dopo che “alcuni amici” lo sconsigliarono, perché il suo mondo, la sua poesia. era a parer loro inconciliabile col nostro rock. Come sempre Fabrizio andava in direzione ostinata e contraria".
Bocca di rosa, Andrea, Un giudice, La guerra di Piero,  Rimini. Una perla dietro l'altra.



Il secondo quadro dello spettacolo è invece dedicato alla loro primissima collaborazione, ovvero l’album “La buona novella”che vide la PFM rispettare forse troppo l’aura cantautorale del concept confessa Di Ciccio. Invece continua Di Ciccio: il rock può dare ancora più risalto alle parole di un’opera complessa dedicata alla ricerca di Gesà in quanto uomo. Giugno 73, L'infanzia di Maria, , il Testamento di Tito. E' la parte più intensa del concerto. Il terzo quadro è dedicato ai pezzi storici di De André, con l’inevitabile “Canzone di Marinella” con Di Cioccio alla batteria e la voce di Faber a emozionare l'intero teatro. Espediente facile se volete, lo stesso ad esempio fatto da Ron portando live le canzoni di Lucio Dalla.. ma di grande effetto e di sicuro impatto.



Zirichiltaggia, Volta la carta, Il Pescatore, In “Amico fragile” Di Ciccio si confonde un pò col testo, ma recupera con l’esperienza e l'ironia, raccontando di quando una volta trovò Fabrizio che raccoglieva i testi caduti per terra. - “Ma che fai, sono tue, ce le hai dentro, non hai bisogno dei fogli - Belin, non si sa mai”. 



Il concerto si chiude e giustamente, con i brani più celebri del gruppo: E’ festa, Impressioni di settembre... La cosa impressionante, al di là della grandezza dei brani di Faber e dei sontuosi arrangiamenti della band, è la qualità dei suoni, la pulizia e l’efficacia di un sound che si dipana nelle varie sfaccettature dei brani, mettendo in risalto la tecnica dei musicisti in uno spettacolo di rara potenza, anche dal punto di vista scenico.



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