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Brunori Sas "Cip!"


Ho questa foto di pura gioia è di un bambino con la sua pistola Che spara dritto davanti a se A quello che non c'è… cantava Manuel Agnelli in uno dei pezzi più intensi degli Afterhours di tanti anni fa… Ascoltando “Cip!” di Brunori, la personale sensazione, è che invece a Dario, sia rimasta impressa la foto di Alan Kurdi, riverso in spiaggia, o di altri bambini "sfortunati" come lui.
“Al di là dell’amore” e.. “Al di là del bene e del male”… in questi tempi moderni che hanno perso la ragione, che hanno dimenticato che si tratta di uomini, di donne e di uominiche rimarranno bambini… per sempre. La speranza è ritornare a quel primo sguardo sul mondo da sopravvissuto, e mantenerlo, sempre fertile, vivace, capace di ironizzare nonostante le brutture, un primo sguardo da preservare con cura, per ricordarci che siamo umani, e che dobbiamo necessariamente restare tali. Le canzoni di “Cip”, quinto album del cantautore, portano in grembo questo messaggio di umanità, perché una possibilità di cambiamento, di rinascita, possa essere quanto meno contemplata dentro i cuori più egoisti che si chiudono come frontiere di fronte a una paura imprevista, che diventa sempre più invadente, che ci fa dubitare di tutto e ci porta a chiuderci e a restare "soli".
“Con l’acqua fino al collo e gli occhi dritti al cielo” da  “Il mondo si divide”: classic ballad circolare, è ben esplicativa del concetto che permea tutto l’album a livello poetico e e a rigor di metafora e non a caso apre "Cip!": “C’è un universo solo che unisce il cielo e il mare e stanotte io voglio solo respirare ”




“Capita così”: leggerezza e dramma insieme con più di un eco di Dalla in un’ideale mix tra "Come stai" e "La verità", il risultato è toccante e trascinante nello stesso tempo: “anche se capita così anche quando tuo padre scompare senza neanche avvisare e senza fare rumore senza darti un minuto per potergli dire che gli hai voluto bene e che ti manca da morire anche se ormai sei grande e se sembri un gigante”

“Mio fratello Alessandro”: ballad venata di soul con buone armonie e un ottimo arrangiamento coi fiati protagonisti, per un testo che parla di “radici”, “famiglia”, “appartenenza” nel riconoscersi e essere veramente se stessi “solo insieme”: “Però tu dormi, adesso dormi ti prego dormi perchè gli uomini smettono di essere buoni solo quando si pensano soli quando perdono di vista la luce che sta in tutte le cose”

“Anche senza di noi”: sostenuta ballad con strofa d’impatto e ritornello che si dirada complice coi fiati a reggere l’atmosfera che via via si fa sfuggente; “E tutto sembra essere bellissimo e sembra non dover finire mai e invece il mondo girerà anche senza di noi”

“La canzone che hai scritto tu”: Dario qui usa lo stesso stratagemma usato già in “Canzone contro la paura”, il risultato non ha la stessa valenza, forza espressiva, ma solo perché il tema trattato è diverso,  una riflessione sul “mestiere” di scrivere, che si tinge di malinconia con un finale dove i fiati si prendono la scena: “Volevo scrivere una canzone popolare di quelle che non si scrivono più col ritornello che sa di Natale e la neve che scende giù però ti devi accontentare amore mio io non so fare davvero di più e se assomiglia a qualche vecchia canzone diciamo a tutti che che l'hai scritta tu”

“Al di là dell’amore”: Indecisi fino alla fine se inserirla tra le 10 migliori canzoni del 2019, il primo singolo estratto da “Cip” è un ritratto deciso e ficcante di quanto sia desolante fare campagna elettorale e non politica (che dovrebbe essere una cosa nobile) basandosi sulle tragedie “umane”, cavalcando le paure della gente. Con solo apparente leggerezza, accompagnato tra l’altro da un videoclip riuscitissimo, Dario colpisce nel segno;“e fanno finta di non vedere e fanno finta di non sapere che si tratta di uomini di donne e di uomini”




“Bello appare il mondo”:  altra folk ballad dalla struttura circolare dall’atmosfera bucolica di Degregoriana memoria: “Non puoi fare l'amore se non smetti di urlare se non smetti di farti ogni volta del male per le cose che non puoi cambiare”

“Benedetto sei tu”:  un rockettino leggero e semplice nel suo dipanarsi melodico con tanto di cori celestiali: “prendimi la mano e andiamo verso un mondo più lontano
dove troveremo l'uomo dove troveremo il modo per risvegliarci e ritornare umani”

“Per due che come noi”: ”Vuoi fare un bambino o lo faccio io? Il secondo singolo estratto, ovvero “l’amore che continua, si evolve, resiste e vince sul tempo, nonostante tutto” che non può non far incetta di commozione in chi si riconosce nelle parole “autobiografiche” del cantautore. Decisamente “Empatica”:“Ma non confondere l’amore e l’innamoramento che oramai non è più tempo
e senza perdere il senso dell’orientamento quando fuori tira vento per due che come noi non si son persi mai e che se guardi indietro non ci crederai perchè ci vuole passione"

“Fuori dal mondo”: “Noi che giochiamo a Risiko fino al mattino e che condividiamo l'erba col vicino” il brano più scanzonato dell’intero lavoro, con la consueta ironia e una melodia strasentita con troppe rime scontate… eppure si respira comunque "voglia di libertà"

“Quelli che arriveranno”:  puro De Gregori style, in questa ballad agrodolce che guarda al futuro per stupirsi ancora una volta:  “Achille certe notti dentro al letto pensa al mondo come sarà
a poterlo sapere, a poterlo vedere”

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