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"Sanremo 2020" Le pagelle della terza serata



Michele Zarrillo – “Deborah” (Fausto Leali e Wilson Pickett, 1968) con Fausto Leali - Botta blues standard, con Zarrillo che cerca di tener testa a Leali: 5,5

Junior Cally – “Vado al massimo” (Vasco Rossi, 1982) con i Viito - Operazione intelligente, a cominciare dalla scelta del brano, "dedicata a quel tale che scrive sul giornale" peccato per la non perfetta esecuzione: 6-




Marco Masini – “Vacanze romane” (Matia Bazar, Sanremo 1983) con Arisa - Bello e moderno l'arrangiamento, le due voci si sposano molto bene, anche se entrambi non cantano benissimo: 6+

Riki – “L’edera” (Nilla Pizzi e Tonina Torrielli, 1958) con Ana Mena - Un reggae morbido per questo rifacimento interessante... sulla carta. Alla prova dei fatti a mancare sono proprio le voci dei protagonisti: 4,5



Raphael Gualazzi – “E se domani” (Fausto Cigliano e Gene Pitney, 1964) con Simona Molinari - Interpretazione di gran classe in chiave jazz come era logico attendersi: 7

Anastasio – “Spalle al muro” (Renato Zero, 1991) con PFM - Un pò troppo schematico l'arrangiamento e il nostro non è sempre centrato nelle strofe, ma vuoi mettere la PFM?: 6-



Levante – “Si può dare di più” (Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi, 1987) con Francesca Michielin e Maria Antonietta - Eterea, ne viene fuori una sorta di preghiera laica: 6




Alberto Urso – “La voce del silenzio” (Tony Del Monaco e Dionne Warwick, 1968) con Ornella Vanoni - Brividi.. ma non in senso positivo. I due stanno male insieme, poco da dire, sia per ragioni anagrafiche, sia anche vocalmente, standing ovation alla Vanoni a parte, alla quale ci uniamo idealmente: 4




Elodie – “Adesso tu” (Eros Ramazzotti, 1986) con Aeham Ahmad - Versione sin troppo aderente all'originale con la Patrizi che ha qualche difficoltà nella parte finale: 4,5

Rancore – “Luce (Tramonti a nord-est)” (Elisa, 2001) con Dardust e La Rappresentante di Lista - Potente e trascinante, anche a livello scenico: 6,5



Pinguini Tattici Nucleari – Un medley che comprende “Papaveri e papere“ (1952), “Nessuno mi può giudicare” (1966), “Gianna” (1978), “Sarà perché ti amo” (1981), “Una musica può fare” (1998), “Salirò” (2002), “Sono solo parole” (2011) e “Rolls Royce” (2019) - L'unica domanda è perchè? Sembra di stare nella tv degli anni 90, ci manca solo il balletto: 2



Enrico Nigiotti – “Ti regalerò una rosa” (Simone Cristicchi, 2007) con Simone Cristicchi - Versione karaoke e cantata pure male: 4

Giordana Angi – “La nevicata del ’56” (Mia Martini, 1990) con Solis String Quartet - Decisamente troppa enfasi, troppo ridondante l'arrangiamento che non fa respirare la canzone e toglie le sfumature del brano nella sua essenza: 5-

Le Vibrazioni – “Un’emozione da poco” (Anna Oxa, 1978) con i Canova - I nostri cercano di rendere l'atmosfera di rottura del brano all'epoca unendola a una parte finale a sensazione, il risultato è incerto nell'esecuzione e ridondante senza motivo nelle parti orchestrali: 4,5



Diodato – “24mila baci” (Adriano Celentano e Little Tony, 1961) con Nina Zilli - Una sorta di musical su 007.. divertente e fatto bene: 7




Tosca – “Piazza grande” (Lucio Dalla, 1972) con Silvia Perez Cruz - Le due insieme rendono perfettamente l'anima popolare del brano e il suo significato: 7+

Rita Pavone – “1950” (Amedeo Minghi, 1983) con Amedeo Minghi - Troppa energia, in un brano che è sognante e per certi versi nostalgico, sentita comunque l'interpretazione: 5,5

Achille Lauro – “Gli uomini non cambiano” (Mia Martini, 1992) con Annalisa - Dopo il Tenco e la sua esibizione con Morgan che ha fatto tanto discutere, la paura c'era... invece Lauro, conciato come Bowie, grazie anche ad Annalisa, fa la sua figura: 6.5



Bugo e Morgan – “Canzone per te” (Sergio Endrigo e Roberto Carlos, 1968) - Morgan sin troppo a suo agio "straborda" letteralmente, ma Bugo non è li per caso: 6,5 




Irene Grandi – “La musica è finita” (Ornella Vanoni e Mario Guarnera, 1967) con Bobo Rondelli. Tornando al discorso delle affinità fatto prima con l'esibizione Urso e Vanoni... ecco come dovrebbe essere un duetto: 7

Piero Pelù – “Cuore matto” (Little Tony, 1967) - La versione che ti aspetti, tamarra e tirata come si deve, ampiamente godibile: 6+ 



Paolo Jannacci – “Se me lo dicevi prima” (Enzo Jannacci, 1989) con Francesco Mandelli - Beh fa impressione, senza parole: 7

Elettra Lamborghini – “Non succederà più” (Claudia Mori, 1982) con Myss Keta - Se Achille Lauro si porta Annalisa per compensare, lei, Myss Keta... indifendibili: 2




Francesco Gabbani – “L’italiano” (Toto Cutugno, 1983) - Versione classica, sin troppo rispettosa dell'originale. Esibizione che verrà ricordata più per lui vestito d'astronauta: 5




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