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Normal People (Hulu/BBC Three)



“L’altro giorno hai detto che ti piaccio. L’hai detto vicino alla fotocopiatrice… intendevi come amico… o cosa?”

Basata sull’omonimo romanzo di Sally Rooney, la serie è scritta dalla stessa autrice del libro insieme ad Alice Birch e diretta da Lenny Abrahamson e Hettie Macdonald. “Normal People” segue la storia di Marianne Sheridan (Daisy Edgar-Jones) e Connell Waldron (Paul Mescal), lei studentessa di una benestante famiglia irlandese, molto schietta e dagli atteggiamenti apparentemente spocchiosi, lui uno studente molto popolare e furbo la cui madre lavora alle dipendenze della famiglia di Marianne. 



Quindi due mondi opposti che, come nei più classici romanzi d’appendice, si incontrano, creando gli altrettanti classici scontri familiari. Ci troviamo nei dintorni di Dublino, cambiamo finalmente zona e la location oltre ad essere nuova è anche incantevole. Marianne a differenza di Connell non è ben vista né in famiglia né tantomeno a scuola, perché considerata una tipa strana, forse a causa di una situazione familiare particolarmente complicata, con una madre perennemente irritante ed irritata, Denise (Aislin McGuckin), avvocato e vedova di un marito che era un palese molestatore domestico. Ma tale padre tale figlio, visto che anche il fratello maggiore di Marianne, Alan (Frank Blake), è spesso fisicamente aggressivo nei confronti della sorella. Ovviamente il tutto con la madre che fa finta di non vedere, visto che la figlia per lei è praticamente invisibile. La ragazza troverà in Connell l’ennesimo guasto della sua vita, perché lui è un ragazzo che mira a puntare in alto, ad essere popolare e nonostante intraprenda una relazione sessuale, ma ben presto anche sentimentale, con Marianne, quando sono a scuola la ignora completamente, quindi la ragazza tende a continuare a circondarsi di uomini sbagliati, cosa a cui è stata sempre abituata in famiglia. Ma quella di Connell potrebbe essere solo una corazza ed anche i finti bulli devono a volte fare i conti con i sentimenti veri. Tra le altre cose Connell è anche già fidanzato con Helen (Aoife Hinds) e tutto si complica maggiormente, quando la madre di lui, Lorraine (Sarah Greene), con cui il ragazzo ha un bellissimo rapporto, gli fa capire che non è d’accordo con il rapporto che si sta venendo ad instaurare tra il figlio e Marianne. Una serie di eventi e una serie di personaggi che si intersecano tra di loro in una storia che solo apparentemente può sembrare poco originale e banale, perché in realtà la serie risulta molto interessante dal punto di vista della sceneggiatura. La storia è chiaramente molto simile a quella di “Summertime”, serie di cui abbiamo parlato in questi giorni in un altro articolo, ma tecnicamente c’è un abisso tra l’una e l’altra. Qui ci troviamo davanti ad un settore attoriale di tutto rispetto, dei dialoghi mai scontati ed una storia desolante, con una narrazione che non stanca ed una trama pungente e seducente, dai contenuti forti e diretti. I personaggi sono caratterizzati alla perfezione e la regia è impeccabile. “Normal People” ci fa capire come esistono svariati modi di raccontare le cose, alcuni lo fanno con poca originalità, accostandosi a serie e film già visti e rivisti e raccontandoci di relazioni adolescenziali, sesso, bullismo, crescita, in maniera standard, altri, come appunto nel caso di “Normal People”, lo fanno in maniera elegante, trasmettendo emozione anche in una semplice “prima volta”, non buttata lì a caso. Ed anche qui, tornando a fare un paragone con “Summertime”, c’è un nudo integrale, ma anche quello ha un senso logico e non è lì solo per fare scalpore o notizia. Quando abbiamo letto le trame di entrambe le serie pensavamo che avremmo visto la stessa cosa con facce diverse, non ci potevamo sbagliare più di così: da un lato c’è la classica serie trita e ritrita recitata male, in questo caso invece ci troviamo di fronte ad un piccolo gioiellino seriale e paradossalmente, nonostante l’incipit non brillante, ad una delle serie più belle di questo 2020.


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