Passa ai contenuti principali

I May Destroy You (BBC/HBO)


“Tu sei pazzesca! Quella cosa che hai scritto sulle ragazze di colore con le labbra carnose, di sentirci libere di mettere il lucidalabbra che vogliamo? A dire il vero onestamente a volte… aspetta, che ti frega del mio lucidalabbra? In Africa i bambini muoiono di fame! Esilarante… Possiamo fare un selfie? Ti adoro!”


BBC ed HBO insieme e già questo vale parecchio per convincerci a seguire questa nuova dramedy dal titolo “I May Destroy You”. Ci troviamo a Londra, protagonista è Arabella, interpretata da Michaela Coel, che ha anche scritto, diretto e prodotto lo show, insieme a Sam Miller. La Coel interpreta una giovane star di Twitter che scrive il suo primo romanzo da titolo “Chronicles of s Fed-Up Millennial” (“Cronache di una millenial esasperata”) ed è un successo mondiale, ma adesso fatica a trovare l’idea per un secondo romanzo e quindi si prende un po’ di tempo per sé stessa. La sera prima dell’ultimo giorno previsto per la consegna della bozza del nuovo libro, ancora inesistente, decide di uscire con un paio di amici e la mattina dopo non ricorderà più cosa è successo nella notte precedente. Ad aiutarla in questo compito ci saranno Terry (Weruche Opia) e Kwane (Paapa Essiedu), i migliori amici di Arabella. 12 episodi splendidi che in questo periodo diventano ancora più importanti dopo i fatti avvenuti nelle ultime settimane in America, perché ci troviamo di fronte ad una protagonista di colore, una ragazza milionaria, nata a Londra da genitori ghanesi, che è, come è giusto che sia, la normalità più assoluta, perché un uomo o una donna possono avere successo nella vita qualsiasi razza, colore, orientamento sessuale essi abbiano e lo show in questione rende particolarmente giustizia a questa idea di base. “I May Destroy You” è una serie sorprendente, emozionante, che fa commuovere e sorridere. Una serie che mixa perfettamente drama e comedy all’insegna di quello che di più bello ci hanno fatto vedere in questi anni due network che ormai fanno della qualità il loro marchio di fabbrica. La serie riassume perfettamente il mondo contemporaneo, con umorismo e con idee nuove, diventando coraggioso ma delicato allo stesso tempo, perché c’è del disagio latente, della rabbia, ma c’è anche tanta voglia di vivere e di farcela. Anche da incipit poco brillanti si può fare qualcosa di eccellente e BBC ed HBO sono maestri in questo e soprattutto sono delle eccellenze nel modo di raccontare la realtà, così com’è, senza troppi fronzoli come fanno altri per riempire vari vuoti, perché qui non ci sono vuoti da riempire: la narrazione è veloce, la trama accattivante, la sceneggiatura piena, è tutto un susseguirsi di avvenimenti che spingono il telespettatore a chiedersi cosa sia successo quella notte e quello che scopriremo non sarà affatto bello. Tra l’altro la storia inizia proprio dall’Italia, perché uno dei tanti spasimanti di Arabelle è italiano e lei lo va a trovare, con la solita scusa di cercare ispirazione per il suo fantomatico nuovo romanzo. La Coel torna alla serialità dopo “Chewing Gum”, in quel caso era una bellissima serie ma peccava in qualcosa qui e là, qui invece ci troviamo di fronte ad uno degli show più belli visti in questo 2020.

Commenti

Post popolari in questo blog

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...