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Love Life (HBO Max)



“- Le nostre vite amorose possono essere facilmente ridotte a dati statistici. Ad esempio, prima che l’individuo medio incontri l’amore della sua vita, entrambi avranno avuto sette relazioni. Delle quali, due sono comunemente a lungo termine, mentre le restanti sono un insieme di storielle a breve termine, frequenze occasionali e avventure da una botta e via. Inoltre, l’individuo medio si innamorerà due di queste volte e sempre per due volte gli verrà spezzato il cuore”

La nuova piattaforma streaming della HBO sforna la sua prima serie originale: “Love Life”. Una serie antologica che in ogni stagione – la seconda è stata confermata pochi giorni fa – percorre la vita sentimentale di una persona “comune”, dalla sua prima storia d’amore, il primo bacio, la prima volta, fino alle conseguenti separazioni, per arrivare all’ultima relazione della persona protagonista della stagione suddetta, che in questo primo anno è Darby Carter (Anna Kendrick), che non ricorda nemmeno quando i suoi hanno divorziato perché era appena una bambina che si sentì sballottata tra una casa e l’altra e tra una famiglia allargata e l’altra. All’università divenne una ragazza banale, sessualmente attiva, ma che avrebbe desiderato una relazione stabile, cercando qualcuno con cui “esci per davvero e non devi cambiarti i vestiti solo perché devi incontrare quella persona, ma indossi semplicemente quel che indossi, perché sei quello che sei”. Ed ecco che arrivò il primo vero rapporto di Darby, quello con Augie Jeong (Jin Ha). Nel cast anche: Jim (Peter Vack), una delle relazioni più stabili della nostra protagonista, Sara (Zoe Chao) e Mallory (Sasha Compère), coinquiline e migliori amiche di Darby e Claudia Hoffman (Hope Davis), nei panni della madre della ragazza. Voce narrante dello show, che probabilmente sarà l’unica ad essere stabile anche nelle stagioni a venire, è Lesley Manville. Strutturalmente la serie è molto interessante, soprattutto nell’aspetto narrativo, ha un cast brillante e dei dialoghi intelligenti, con una cadenza tipica da comedy HBO. Nella scrittura è anche abbastanza innovativa, ma manca di mordente. La serie è carina, originale, ma a lungo andare, nell’arco di questi primi 10 episodi, risulta piatta ed incolore. Certo è che, essendo una serie antologica, tutto potrebbe cambiare nelle altre stagioni, perché con protagonisti diversi la serie potrebbe risultare più intraprendente e accattivante di quanto non sia in questo primo atto. Tra l’altro la serie presenta un dietro le quinte di tutto rispetto, che vede come creatore e sceneggiatore Sam Boyd e come produttori esecutivi Bridget Bedard (“Transparent”) e Paul Feig (“The Office”). Lo show è semplice, in alcuni punti è anche delizioso, delicato, ma pure parecchio incasinato e crea poco attrito col telespettatore. Ci sono spunti, come dicevamo, estremamente interessanti, Boyd riesce a catturare i momenti della vita sentimentale di una persona in maniera impeccabile, soprattutto in quell’arco di tempo che passa da una relazione all’altra e su quanto ne valga la pena ricominciare da zero, grazie anche ad una caratterizzazione ottima dei personaggi, però si stenta parecchio ad affezionarsi ed appassionarsi a “Love Life”, una serie molto graziosa, ma che rimane un po’ lì sfocata sullo sfondo di una miriade di altre serie televisive sentimental-romantiche che ogni giorno invadono i nostri schermi.

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