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Space Force (Netflix)


“- Tua madre è di nuovo scappata, non la vedo… io potrei cercarla, ma ho avuto un piccolo attacco di cuore stamani e mi sento un po’ lento… Sai cosa ho fatto ieri? Mi sono infilato sotto la casa per controllare una perdita!”


Prendi Greg Daniels, showrunner del “Saturday Night Live” e di serie come “The Office” e “Parks and Recreation”, che ha anche lavorato per quattro anni dietro le quinte dei “The Simpsons” e uniscilo a Steve Carell, attore che non ha di certo bisogno di presentazioni ed ecco che nasce “Space Force”, comedy della Netflix, che vede nel cast anche John Malkovich nei panni del Capo Scienziato della “Space Force” Adrian Mallory, Fred Willard, attore scomparso lo scorso 15 maggio, a cui la prima stagione della serie è dedicata e che qui interpreta il padre del protagonista, Fred Naird e Lisa Kudrow, l’indimenticabile Phoebe Buffay di “Friends” che qui veste i panni della moglie di Carell, Maggie. La trama è presto raccontata e come si può dedurre dal titolo ci troviamo nell’ambito fantascientifico legato al cosmo. Il generale Mark R. Naird, interpretato dal suddetto Steve Carell, viene contattato dalla Casa Bianca per un’importante spedizione nello spazio, chiamata “Space Force”. Per prepararsi all’evento l’intera famiglia Naird dovrà trasferirsi da Washington al Colorado, in una piccola cittadina in mezzo al nulla e questo comporterà gravi problemi alla famiglia, a cominciare dalla moglie che commetterà un crimine e verrà incarcerata, ma anche il rapporto con la figlia Erin (Diana Silvers) si complicherà parecchio. A peggiorare ancora di più la situazione ci pensa l’eccentrico team di cui il Generale è al comando, che vede il suddetto Mallory, completamente pazzo, il social media maneger, Tony Scarapiducci (Ben Schwartz), incapace ed antipatico, la spalla destra di Naird, Brad Gregory (Don Lake), ingenuotto e di poco aiuto, ed infine Bobby (Aleksej Vorob’ev), soldato russo mandato per aiutare il team in missione, ma che potrebbe nascondere qualche segreto. In tutto questo trambusto si denota fin dalle prime battute come la serie sia stata creata per prendere per i fondelli l’attuale situazione politica degli States con la precaria amministrazione Trump, ma lo fa senza alcun mordente e soprattutto senza far ridere. 10 episodi per una prima stagione presentata con molta pubblicità che di buono ha soltanto il cast e nulla più. Dire che la delusione è cocente è dire veramente poco, visti i preamboli e visto il dietro e il davanti le telecamere, chiunque si sarebbe aspettato molto di più. La serie che probabilmente vorrebbe essere intelligente con lo humor tagliente del protagonista, risulta invece triste e stupida. Unica fonte di qualche momento di scarna ilarità arriva da Mallory e dal sempre eccellente John Malkovich, per il resto regna il nulla più totale. Ambizioni confuse, una narrazione in stallo, battute inesistenti, per uno show che è probabilmente la più grande delusione di questo 2020. Vale la pena guardare almeno il primo episodio per vedere Fred Willard nella sua ultima interpretazione, attore incredibile, che già stava visibilmente male, la mano che regge il telefono in una scena è tremante, il bastone lo sorregge nei suoi passi incerti, ma il carattere ed il temperamento sono quelli di sempre, chiari ed alla luce del sole. Almeno “Space Force” nella sua inutilità ci ha fatto questo grande regalo.

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