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Sweet Magnolias (Netflix)



“- Se mi rilasso perdo la testa! Lo giuro su Dio, a volte mi sveglio e non sento scorrere altro che puro odio nelle vene… devo trovare un lavoro… devo trovare una casa… devo cambiare tutto e mi sembra di non riuscire a respirare”

Con una sigla iniziale che fa molto anni ’90, parte la nuova serie drama tutta al femminile targata Netflix basata sulla saga rosa dal titolo omonimo di Sherryl Woods e trasportata in Tv da Sheryl J. Anderson. “Sweet Magnolias” racconta la vita di tre donne della Carolina del Sud, migliori amiche da sempre, che sono cresciute insieme e che adesso, ormai donne da un bel po’ si aiutano a vicenda attraverso i problemi della vita di tutti i giorni. Le protagoniste sono: Maddie (Joanna Garcia Swisher), neo divorziata che sta cercando di rientrare nel mondo del lavoro, Helen (Heather Headley), avvocato, che ha acquistato un locale per creare una spa insieme a Maddie e a Dana Sue (Brooke Elliott), la terza “Sweet Magnolias”, chef e proprietaria di un ristorante chiamato Sullivan’s. Il cast è però molto numeroso, ma ogni personaggio riesce ad essere funzionale alla trama. Troviamo Bill (Chris Klein), ex marito di Maddie, medico di famiglia ed i loro figli: Kyle (Logan Allen), Katie (Bianca Berry Tarantino) e Ty (Carson Rowland); la figlia di Dana Sue, Annie (Anneliese Giudice), per la quale Kyle ha una cotta, appassionata di fotografia. Poi troviamo Cal Maddox (Justin Bruening), allenatore di baseball di Ty e nuovo interesse amoroso di Maddie, ed infine Noreen (Jamie Lynn Spears), ex amante di Bill e ora sua fidanzata che è anche incinta. Questo è fondamentalmente il cast principale a cui si uniscono via via una serie di personaggi ricorrenti che fanno parte del team del Sullivan’s o compagni di squadra di Ty, amici, pastori ed interessi amorosi dei vari personaggi principali. Dieci gli episodi totali per una serie che non presenta un Pilot così accattivante da volerne continuare a seguire le avventure delle protagoniste e mettendolo a paragone con altre serie drama tutte al femminile, come ad esempio “Good Girls”, “Dead to Me” o andando più indietro nel tempo “Desperate Housewives”, la serie risulta povera nella narrazione e pecca in originalità. Forza dello show è ancora una volta, come molto spesso accade ultimamente, il cast, davvero molto interessante, che trova il meglio proprio nelle tre interpreti della “Sweet Magnolias”. Lo show ha visibilmente del potenziale e probabilmente questo potenziale dipende proprio dalle attrici protagoniste, perché in sé la serie ed i romanzi ad essa collegati non contengono guizzi per la quale, non ci sono omicidi, segreti, drammi e catastrofi, ma tutto viaggia sulla “normalità”, su quei problemi di vita che potrebbe avere chiunque. Non c’è nessuno scheletro nell’armadio e la serie sa esattamente qual è il suo carattere, senza essere mai ingannevole e questo è senza alcun dubbio un vantaggio. A tutto ciò si unisce una location diversa dal solito, una colonna sonora interessante, dei dialoghi originali, profumati di sarcasmo e Margarita ed una regia che riesce a prelevare i giusti sguardi e le giuste angolazioni per raccontarci al meglio una storia qui e là che sa un po’ di già visto, ma mai noiosa o totalmente scontata, uno show femminile che potrebbe dare di più, ma che riescirà ad essere un passatempo interessante per le calde serate estive.

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