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The Great (Hulu)




“Vieni Imperatrice, unisciti a noi… ci divertiremo un mondo! …Oh, per la miseria, non essere così noiosa e smettila con questa morale da paesello… e non guardarmi come faceva mia madre, offesa e sdegnata. Non intendo sopportarlo”

Hulu si dà alla comedy, ma lo fa con una serie che dura come un drama, 10 episodi da un’ora ciascuno per ricordare la figura di una delle Regine più famose e rivisitate di sempre, Caterina la Grande, qui in versione comica con “The Great”, il cui sottotitolo è: “Una storia a tratti vera”. Si, perché per la prima volta la famosa monarca, ricordata per uno dei regni più lunghi della storia, ma della quale conosciamo prevalentemente la parte “matura” della sua vita, quella che va da quando viene eletta Regina fino alla sua morte, per la prima volta, dicevamo, oltre ad essere raccontata in chiave comica, ci viene narrata nella sua versione più giovane, dall’adolescenza e dal suo primo incontro con il giovane Re Pietro III di Russia, fino al matrimonio con quest’ultimo, che lei odiava con tutte le sue forze. I due protagonisti hanno il volto di Elle Fanning e Nicholas Hoult, che fanno molto bene il loro lavoro e che si ritrovano in un adattamento scritto e diretto dal candidato premio Oscar, Tony McNamara. Nonostante sia una farsa, la serie è tecnicamente interessante, perché ci mostra la capricciosità umana e la crudeltà sfocata dal sarcasmo, in un periodo in cui ancora non esistevano i social network. La corte russa è un casino in tutti i sensi e la serie ci mostra proprio quel casino alla perfezione, tra sontuosità, mascherati a festa, parrucconi rococò, sesso pubblico, tradimenti, ma anche teste mozzate, il tutto con un narcisismo che crea orticaria al telespettatore, ma anche dipendenza, perché la serie ha una narrazione veloce e accattivante. Nel cast anche, l’amante di lei, Leo (Sebastian de Souza), la cameriera dalla lingua biforcuta, Marial (Phoebe Fox), il politico Orlo (Sasha Dhawan), terzo personaggio realmente esistito della serie, ed infine l’Arcivescovo ortodosso “Archie” (Adam Godley). La cosa più bella della serie sono i costumi e tutto l’aspetto inerente alla parte visiva della location, abbellito anche dal fatto di aver scelto non a caso due attori molto belli fisicamente. “The Great” è un abile attacco al decoro, una serie volutamente ricca di forzature e di anacronismi, tra giochi politici, ciò che viene mostrato e ciò che si cela davvero dentro e fuori le mura del palazzo, ma ci mostra in fondo che quella “grandezza” del titolo è fin dagli albori dentro Caterina, ma che non sarà mai in Peter, che a differenza della moglie è sciocco e cattivo, mentre lei è intelligente e furba. Lui è un bambinone che vive perennemente all’ombra dei suoi genitori e quando crescerà sarà sempre un uomo assolutamente mediocre e meschino, che parla di anatre con il suo consigliere di corte mentre fa sesso con la moglie. Lei invece è Caterina la Grande già prima di essere Imperatrice di Russia. Forse per una comedy, 50 o 60 minuti ad episodio sono un po’ troppi, sarebbero stati più comodi e facilmente fruibili i canonici 20 o 30, ma la serie si segue facilmente, perdendosi raramente in momenti di vuoto narrativo e confermando che la Hulu diventa ogni giorno di più uno dei network qualitativamente più forti degli ultimi anni.

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