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The Third Day: la serie tv su Sky Atlantic e HBO

 


“Mi sembra così familiare… mio nonno ha prestato servizio qui durante la guerra, per questo lo conosco, ma io non ci sono mai stato”


Spiegare “The Third Day” - la serie tv su Sky Atlantic e HBO - senza spoilerare nulla è veramente complicato, di certo la serie attira l’attenzione soprattutto per il cast che vede protagonista assoluto, almeno dei primi 3 episodi, un Jude Law che qui sveste i panni del Papa e nella sua seconda fatica seriale di carriera veste quelli di un uomo che sta vivendo un periodo molto difficile nella sua vita, tra un lutto importante e una situazione economica sempre più disastrata. Un giorno Sam, interpretato per l’appunto da Law, decide di fare una passeggiata in un bosco, lì si imbatterà in una ragazza misteriosa che vuole suicidarsi e che l’uomo riesce a salvare. Quando vuole portarla in ospedale però, la ragazza preferisce essere riaccompagnata a casa, ma casa sua è su un’isoletta collegata con la costa da una stradina visibile solo quando c’è bassa marea. Quando l’uomo arriva su quest’isola di 93 abitanti però rimane, da una serie di vicissitudini, bloccato lì, tra personaggi inquietanti e momenti di puro terrore, tra sangue e denaro sporco, mentre la maglietta di un bimbo scivola su un fiume. Ed in tutto ciò il cellulare ovviamente non prende. Sam però è volto, e la parola volto non è lì messa a caso, perché i primi piani sul viso di Law sono continui ed essenziali per il funzionamento della trama, dicevamo Sam è protagonista indiscusso dei primi 3 dei 6 episodi che compongono questa miniserie, la cosiddetta fase “Summer”, perché negli ultimi 3, definiti “Winter”, subentra un volto femminile, quello di una splendida Naomie Harris, nei panni di Helen, insieme alle due figlie, Ellie (Nico Parker) e Talulah (Charlotte Gairdner-Mihell), che approdano sull’isola dopo che un loro caro è scomparso. 

Ma tra “estate” ed “inverno” manca qualcosa ed è proprio lì che si colloca la novità dello show: infatti in mezzo ci sta una sorta di reality show, il primo vero esperimento lungo 12 ore di serie tv trasmessa dal vivo, con i protagonisti che si trovano a vivere nei panni dei rispettivi personaggi 12 ore sotto l’occhio delle telecamere. Questo “episodio” è andato in onda sulla pagina Facebook dello show. Questo fil rouge che collega le due linee temporali di “The Third Day” rende maggiormente il tutto macabro e così reale da mettere davvero paura. Due punti di vista narrativi completamente differenti, non solo perché il Sam di Law è un personaggio pieno di sensi di colpa, cupo e con la vita a pezzi, mentre la Helen della Harris sa di famiglia, di voglia di risanare dei legami persi, ma anche perché le due parti sono dirette da due registi diversi, cambiando quindi totalmente respiro al racconto. “Summer” è infatti diretto da Marc Munden di “Utopia”, mentre “Winter” vede dietro le quinte Philippa Lowthorne, già a lavoro in “The Crown”. 

A creare il tutto invece ci sono Felix Barrett e Dennis Kelly, mentre tra i produttori esecutivi spicca il nome di Brad Pitt. Insomma davanti e dietro le telecamere la serie presenta un team di tutto rispetto e non solo, perché nel cast c’è anche da ricordare la presenza di Emily Watson, già candidata due volte agli Oscar e che qui interpreta la Signora Martin, personaggio misterioso ed intrigante. Quello che è considerato dagli autori come “evento teatrale” chiamato “Autumn”, la parte centrale dello show, viene descritto una possibilità per lo spettatore di immergersi maggiormente nel mondo di “The Third Day”, entrando nella profondità di una trama complessa e difficile da raccontare. La miniserie va seguita e capita, il che non è semplice. Risulta infatti molto più semplice abbandonarla, perché è una serie macchinosa, con legami subdoli, dettagli quasi invisibili e momenti davvero da brividi. Qualitativamente ci troviamo di fronte ad una Signora miniserie che probabilmente porterà Law a vincere molti premi ambiti, ma non è una serie per tutti, non solo perché gli episodi da un’ora risultano davvero molto lunghi, ma proprio per la lacunosità della trama. Però “The Third Day” fa da apripista ad un nuovo modo di raccontare una storia, una novità che pone le basi a nuovi modi di interpretare la serialità e proprio per questo si pone tra le migliori miniserie di questo 2020.

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