Passa ai contenuti principali

“Filthy Rich” la serie tv su Fox

 


“La cosa peggiore dell’essere ingannati è sapere che non valevi la verità”


La nuova dramedy targata Fox, “Filthy Rich”, creata da Tate Taylor, vede come protagonista Kim Cattrall, famosa quasi esclusivamente per il suo ruolo di Samantha Jones di “Sex and the City”. Qui la Cattrall veste i panni di Margaret Monreaux, moglie del ricchissimo Eugene (Gerald McRaney), ministro religioso; insieme hannofondato la Sunshine Network - canale Tv simile alla nostrana ”Tv 2000”, dove il Signore è protagonista indiscusso, tra canti rock e belle parole. Eugene però muore durante un incendio doloso, molto probabilmente per mano della stessa Margaret che nell’incipit dello show si vede vestita con un abito rosso luccicante uscire dalla casa in fiamme e dire: “Marcisci all’inferno”. Chissà se è così tutto come appare, perché la serie potrebbe rivelare delle sorprese. 

Sulla falsa riga di serie come “Revenge” e “Succession”, la serie cerca di imitare un po’ lo stesso filone, senza riuscirci, proprio perché scopiazza un po’ qua un po’ là. Ci troviamo a New Orleans e qui insieme ai due sopracitati conosceremo tutta la famiglia al gran completo, alla quale si aggiungono intanto i due figli: Rose (Aubrey Dollar), stilista che sopporta ben poco la madre, e Eric (Corey Cott), vicepresidente dell’azienda. Quest’ultimo è sposato con la antipatica e presuntuosa Becky (Olivia Macklin). Come nei più classici romanzi d’appendice, ricordando molto il bellissimo “Brothers & Sisters”, alla morte del capostipite, cominceranno ad uscire fuori gli altarini, tra loschi affari e figli illegittimi, ben tre: Antonio (Benjamin Levy Aguilar), pugile, Jason (Mark L. Young), coltivatore di marijuana, e Ginger (Melia Kreiling), cameriera di Las Vegas. Al cast infine aggiungiamo Franklin Lee (Steve Harris), nei panni dell’avvocato che si occuperà dei problemi legali della famiglia Monreaux dopo la morte di Eugene, e il reverendo Paul Luke Thomas (Aaron Lazar), volto molto amato dal pubblico del network, che vuole primeggiare a tutti i costi. La scena in cui la Cattrall, che per festeggiare i 25 anni dalla nascita del Network, scende su una pedana giù dal tetto, interamente vestita di bianco e con delle gigantesche ali piumate non ha prezzo, per tutto il resto diciamo che si fa fatica a rimanere seri. 

La serie pur nascendo come un drama dal risvolto sarcastico, risulta quasi una comedy, perché ci sono scene veramente molto ridicole, probabilmente volutamente, ma c’è un limite a tutto. A tratti molto fastidiosa, “Filthy Rich” si pone come un effimero passatempo senza grandi pretese, con una trama banale che puzza di antiquato ed una struttura narrativa che pecca di armonia, dove la prevedibilità regna sovrana. Salvato il cast, per il resto ci troviamo di fronte ad una serie povera di contenuti che lascia il tempo che trova, conferma del fatto che ormai le Tv generaliste - Fox, NBC, ABC e CBS - faticano ormai a trovare cose nuove e accattivanti da mandare in onda, rimanendo nel loro, senza mai strafare e continuando a scopiazzare e pescare dagli archivi, probabilmente per paura di creare qualcosa di davvero originale. Nel frattempo lo streaming ed i network on demand collezionano sempre più successo di pubblico e critica, lasciando alle generaliste solo gli scarti.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Franky Selector "Odeon", la recensione dell'album

Un'aurea anni '70 avvolge Odeon , il nuovo album di Franky Selector (The Good People Records). Sintetizzatori, Fender-Rhodes sono la matrice su cui spaziano liberamente sax sensuali e percussioni sinuose a partire da "Au Delà De La Dernière Étoile" con un'armonia che si espande per tutto il brano, forse troppo ipnotico. Franky Selector non ha paura di proporre un genere, anche live, atipico per il momento storico, ma che sicuramente fa bene alle nostre orecchie. "Take Me With You" si muove a suon di bossa dal sapore estivo, come questi giorni che accennano ad un venticello di mare primordiale. "Con le mani senza paura" e rievocazioni sudamericani nel sound: "Ma dove vai, dove stai andando, lo sai che non sono nulla senza di te" ... una rhumba dinamica porta per mano il disco verso il blueseggiante e non a caso, "Abalone Blue" cambiando totalmente rotta in "Hocus Pocus", con i synth distorti e curiosi e un groov...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...