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"The Last Odyssey", l'album di Di Cioccio-Campanelli il 3 febbraio


Suoni analogici ed elettronica digitale si miscelano nel nuovo lavoro firmato da Paolo Di Cioccio e Pino Campanelli: “The Last Odyssey”.

Omaggio postumo al compianto Florian Schneider dei Kraftwerk, “The Last Odyssey” prende a piene mani dall’elettronica dei 60’s per proiettarsi fino ai giorni nostri, fra “deep groove” e ritmiche downtempo, midtempo, passando per i suoni iconici dell’elettronica 80’s fino a toccare techno e industrial.

«Abbiamo voluto omaggiare la sperimentazione dell’analogico con la ricerca del “lirismo” nel digitale, attraverso continui richiami concettuali quali l’assenza di testi (a voler richiamare il fascino degli instrumentals hits degli anni ‘60), la contenuta durata dei brani (un omaggio ai 45 giri) ed attraverso i titoli. In particolare, il primo brano, “Zauberspiegel”, è il nome di uno dei primi, monumentali, televisori europei degli anni ‘50, che abbiamo trovato perfettamente funzionante presso un collezionista. Ecco: guardare un notiziario di ultim’ora attraverso valvole, condensatori e tubo catodico, rende perfettamente il concept del disco, ovvero l’unione armonica tra analogico e digitale, che si rincorrono, fondendosi. Ogni singolo titolo richiama questo connubio tra analogico e digitale, e tra suoni elettronici ed armonie, lungo un viaggio di coesione e fusione che offre citazioni di oltre mezzo secolo di evoluzione musicale. Titoli come “Full Dosage”, “Obsessed by The Frequence” e “Super Modular Juicy” rappresentano, come un sottofondo cinematografico, il percorso verso questa fusione. Unica citazione, per così dire “iconografica”, è quella del titolo del brano che chiude l’album, ovvero “The Last Odyssey”, in cui maggiormente si percepiscono echi dei Kraftwerk, a cavallo tra “Autobahn” e “Tour de France”, su una base ritmica in stile Depeche Mode».

“The Last Odyssey” nasce dal peculiare bilanciamento delle esperienze dei due: Di Cioccio, oboista con un background strettamente legato alla musica classica, e Campanelli, DJ old school proiettato verso l’elettronica.

«Abbiamo cercato punti di contatto nel nostro connubio anomalo tra un compositore di musica classica e un DJ old school. Abbiamo così trovato sonorità che siano contemporaneamente rievocative di quegli anni e, nello stesso tempo, richiamino qualche eco della prima techno».

In uscita per Aventino Music, “The Last Odyssey” è stato registrato, fra strumenti digitali e analogici (sintetizzatori Doepfer, Pioneer XDJ-R1), presso gli studi di Paolo Di Cioccio e, successivamente, masterizzato da Claudio Scozzafava, compositore e chief della Aventino.

«Le tracce sono state registrate presso la nostra “caverna del suono”, ovvero lo studio privato di Paolo, con componentistica e strumenti digitali. Unici strumenti analogici, i sintetizzatori Doepfer, per effetti e rumoristica, trattati anche attraverso una console Pioneer XDJ-R1. Il nostro lavoro è stato, poi, raffinato e impreziosito presso gli studi della Aventino Music da Claudio Scozzafava».

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