17 tracce, 1 ora e 50 di musica: IRA, il nuovo album di IOSONOUNCANE, uscirà il 14 maggio per la rinata etichetta Numero 1 (distribuzione Sony), che affiancherà La Famosa Etichetta Trovarobato per questa uscita. Dopo il successo, più volte ristampato, del 7'' pollici contenente "Novembre" e la cover di "Vedrai, vedrai" di Tenco è giunto il momento di alzare il sipario sulla nuova produzione del compositore sardo, un progetto che promette di non fare sconti a nessuno.
La copertina di IRA ritrae un uomo nudo. Cosa rappresenta impareremo a conoscerlo, a supporlo, a immaginarlo con l'ascolto del disco.
Per il momento il messaggio è chiaro, nessuna concessione al nostro tempo.
IRA è il frutto di un lavoro estenuante che ha attraversato un arco temporale di circa cinque anni. Un disco che, partendo da circa 15 ore di bozze e provini, IOSONOUNCANE ha scritto e arrangiato in ogni singola parte, nota, accento.
IRA non sarebbe però stato possibile senza i musicisti che lo hanno accompagnato e sostenuto in questo lungo lavoro, e sulle specificità dei quali sono state modellate strutture, arrangiamenti, timbri: Serena Locci, Simone Cavina, Mariagiulia Degli Amori, Francesco Bolognini, Simona Norato, Amedeo Perri. Ancora una volta IOSONOUNCANE ha voluto condividere la produzione artistica del disco con Bruno Germano.
Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

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