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Bruno Caruso la recensione di "ASSSolutamente"

Bruno Caruso si presenta al mondo della musica rock italiana con l’esordio di “ASSSolutamente” tre SSS per una parola già alquanto, appunto, assolutista. Come a voler prendere tutto della vita con una forza e una grinta notevole perché ha la maturità giusta. Qualità che non gli mancano per guardarsi dentro e… lasciare che molte cose, serenamente, siano… Quello che manca al disco è una produzione più incisiva, dei suoni ben equalizzati in quanto tra un brano e l’altro si sente una netta differenza. A collaborare all’album, i musicisti Simone Di Leo al basso, Camillo Alberini alla batteria, Dario Benedetti alle chitarre. 


Aria” arriva come una ventata rock e Bruno canta teso “Ora più che mai ogni vita muore senza un alito di libertà”, sezione ritmica possente, un bridge cantato e un assolo old school. Quante volte in quest'ultimo periodo ci siamo detti “Ci vuole aria”? La title track “ASSSolutamente” ha una dimensione acustica da ballad in piena regola “E mi serve scappare dal buio, non mi accorgo del tempo che c’è…”, la paura di una mano violenta, che segna per sempre un bambino che diventa uomo e che non deve “soccombere” all'essere vittima a sua volta o carnefice. “Bisognerà” gode di un intro 'glam' per poi virare verso una dimensione dilatata, col basso di Di Leo che fa bene a star in evidenza: “Bisognerà lasciarsi andare senza fare mai rumore, senza dire a tutti cosa serve a te” e “darsi da fare senza inutili preghiere” per stare al mondo e non piangersi addosso, tanta buona melodia nell’assolo distorto. Altro rock pesante in “Con un brivido”, i riff sostengono il pezzo che ha una seconda parte molto 'hard' e un assolo anni ’80: “Con lo sguardo capisco chi sei, tu mi cerchi senza muoverti, non bisogna parlare tra noi” e capirsi in un attimo è la chiave di una storia importante. 

Chitarre nervose fanno da apripista per Davvero… (tutti lo sanno)” in pieno stile Enrico Ruggieri in “Mistero” e la somiglianza c’è: “Tutti lo sanno ma nessuno che faccia ridere davvero” non si può dare per scontato sempre tutto, canta Caruso. Ipnotica inizia “Domani” con le elettriche rock che nel ritornello scivolano via: “Domani non è mai adesso, spesso si confonde il tempo che verrà…” e non aspettare, fallo adesso! 

Arpeggio circolare e morbido in “M’abituerò” ed è difficile abituarsi a un figlio che cresce e che fa la sua strada, con il falsetto alla Giuliano Sangiorgi nel chorus: “E nonostante non vorrai, saremo insieme a vincere”. 

Cupamente rock ed eccessivamente distorta è “Metamorfosi" dove, rispetto ai brani precedenti, i suoni si abbassano, forse è voluto ma non congeniale e questo perché manca la produzione dietro al lavoro. “Qualcosa da dire” per il nostro, non “parole dette e buttate li”, “sentirsi dire non vai bene” non è il modo giusto di porsi a volte e Bruno Caruso lo vuole dire a gran voce. “Rispetto a prima” chiude l’album con una ballad, il continuo del brano precedente testualmente: “E mollare ogni roba fatta fino a ieri e lasciare che le cose vadano da sé… aspettando che quella porta si apra ora”. 

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