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"Made for Love" la serie tv su HBO Max

 


“L’amore è il fulcro delle nostre vite, ma le nostre vite sono cambiate. Attorno a noi il mondo si è evoluto. E io lo so bene. Sono Byron Gogol e alla Gogol Tech rivoluzioniamo la comunicazione. Abbiamo creato i vostri telefoni, i vostri computer, i vostri software… ed è arrivato il momento di rivoluzionare anche l’amore. Ora, tu e la persona che ami, sarete uniti in tutto e per tutto. Ogni pensiero, ogni emozione, in totale condivisione. I vostri cervelli connessi al cento per cento”


Tratta dall’omonimo romanzo di Alissa Nutting, “Made for Love” è la nuova fatica televisiva prodotta da HBO Max, ideata dalla stessa autrice del libro, insieme a: Dean Bakopoulos, Patrick Somerville e Christina Lee. Il cast è la parte più interessante dello show, che vede Cristin Milioti finalmente protagonista unica, circondata da Ray Romano, Noma Dumezweni, Billy Magnussen e Dan Bakkedahl. 


Di certo “Black Mirror” ha fatto scuola, questo è inevitabile, la serie di successo che ha messo al centro della sua trama la tecnologia futuristica, prima andata in onda su Channel 4 e poi passata a Netflix, ha lanciato un filone più volte scopiazzato ed anche “Made for Love” segue questo percorso, solo che in questo caso c’è una costante sensazione di mancanza generale, come se nel corso degli 8 episodi della prima stagione mancasse sempre qualcosa, quel pizzico per farla diventare una serie d’eccellenza. 


Qui la Milioti interpreta Hazel, moglie del magnate della tecnologia Byron (Billy Magnussen) e vive una vita molto particolare, in una specie di simulazione hi-tech che somiglia molto ad un ipotetico mondo ideale e dal quale decide di scappare. La donna ben presto scoprirà che l’ultima invenzione dell’azienda del marito è stata inserita direttamente in lei senza il consenso della stessa, un microchip che consente all’uomo di seguirla in ogni sua mossa e di sentirne ogni pensiero, ogni sensazione, perfino ogni orgasmo. Appena la donna scopre tutto decide di fuggire da questa relazione estrema in cui non c’è alcun tipo di intimità personale, ma che in fin dei conti potrebbe anche essere vista come una relazione normalissima, perché capita spesso che un partner voglia ispezionare la vita dell’altro o dell’altra, attraverso i controlli degli smartphone, dei social network, con gelosie spesso immotivate ed ingiustificate. Qui si va nettamente oltre ed in fondo il vero motivo non è controllo o gelosia, ma in qualche modo servirsi della persona a te più vicina per farle fare inconsapevolmente da cavia. Byron è un personaggio facilmente odiabile, mentre Hazel è la parte che si prende subito in simpatia. 


La narrazione fa venire il mal di mare, si va avanti e indietro continuamente e capire in quale periodo storico ci si trovi diventa, specialmente nel Pilot, praticamente impossibile. Con l’andare avanti degli episodi capisci meglio, ma è veramente stancante dover seguire questo andirivieni continuo. Certamente fantastico Ray Romano nel ruolo di Herbert, padre di Hazel, ed una Milioti che ancora una volta non delude e che qui è costretta a fare gli straordinari per farci apprezzare una serie confusionaria, dove l’unica cosa che ci fa capire è che non ci si deve mai fidare delle aziende tecnologiche e che la privacy individuale è un bene prezioso che oggi, purtroppo, va sempre più a perdersi. “Made for Love” è una serie che fa dei dettagli e delle interpretazioni del cast i suoi punti di forza, ma non emoziona, non attira completamente l’attenzione e se non fosse per la Milioti si abbandonerebbe dopo pochissimi minuti. E’ un buon prodotto, sicuramente, che ha del potenziale, ma la narrazione non lineare e la sceneggiatura che sa di già visto non consentono di apprezzare appieno lo show.


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