Passa ai contenuti principali

Si vive una volta sola, la recensione del film di Carlo Verdone

 

“Lo so che voi pensate che io sono una donna fragile, cornuta… ma io non so fragile - Eh ma sei cornuta - E che cazzo”

Erano anni che Carlo Verdone non sbagliava un film, anzi la sua ultima produzione è stata anche di un livello decisamente alto, purtroppo fa eccezione il suo ultimo parto: Si vive una volta sola, che doveva uscire lo scorso anno in pieno inizio pandemia e che arriva invece in questi giorni sui teleschermi. 

Chi la fa l’aspetti sarebbe stato un titolo migliore, per questa commedia decisamente scontata nel suo dipanarsi, perché quanto meno Verdone poteva giocare a carte scoperte e non procedere con il segreto di Pulcinella per tutta la durata del film. Premesso questo “il mestiere” e la bravura degli attori protagonisti (Rocco Papaleo, Max Tortora, Anna Foglietta, oltre naturalmente allo stesso Verdone) fa si che il film si faccia comunque guardare, con un paio di gag costruite con cura, molto divertenti. 

Quattro colleghi, due chirurghi e una ferrista, che lavorano insieme da anni, si divertono a prendere di mira uno di loro, il malcapitato anestesista interpretato da Papeleo, il quale però a un certo punto, si scopre  essere in fin di vita. Lui ovviamente è all'oscuro di tutto.  Così i colleghi che negli anni lo hanno bersagliato, decidono di partire tutti insieme per una vacanza in Puglia per trovare il modo migliore di comunicare all’amico la tremenda notizia e di regalargli cinque giorni di felicità.

 Ma più passano i giorni più le parole vengono meno e più si succedono le situazioni tipiche della commedia di Verdone, che cerca di mettere qua e la un pò di sano cinismo per rendere il tutto più reale, ma come dicevamo all’inizio, una sceneggiatura didascalica, senza sorprese e il background poco credibile dei protagonisti,  a tratti "macchiettistico" finisce col far perdere spessore all’insieme. 

In sintesi, un Verdone decisamente minore, rapportato ai suoi ultimi lavori, dove Carlo, aveva ritrovato lo smalto di un tempo, per un film comunque gradevole che nonostante evidenti pecche riesce quanto meno a strappare un sorriso.

Commenti

Post popolari in questo blog

Matteo Nativo, “Orione” l'album. La recensione

Un viaggio folk, dal sapore d'Oltreoceano quello di Matteo Nativo in "Orione" ( RadiciMusic Records) , per seguire una stella, la più luminosa, per non perdersi e per tornare a casa. Perchè è bello il viaggio, ma è anche più dolce il ritorno. Matteo Nativo per la prima si cimenta con un album di inediti e ci arriva ad un'età indubbiamente matura e consapevole oltre che con ottimi compagni di avventura: Francesco Moneti (violino), Bob Mangione (armonica), Michele Mingrone (chitarra), Lele Fontana (piano e hammond), Elisa Barducci e Claudia Moretti (cori) e con l'apporto e la voce della cantautrice Silvia Conti. Perdersi. Dicevamo. Ed è da qui che il nostro inizia questo concept musicale, con " Che ora è" , raccontando la separazione dalla moglie, del senso di sconfitta e del caldo afoso che opprime, giusta condizione di sopraffazione: "Non so che ora è, che giorno è, di questa estate che...". E' raro fare uscire come singolo una cover, ma...

Cico Messina, "Luna Torta" il singolo. Ascolta

“Luna Torta” , è il nuovo singolo del cantautore siciliano Cico Messina che esce oggi in tutte le piattaforme digitali e che anticipa l’album “Sicilia Utopica” in arrivo nei prossimi mesi. Un brano che segna un deciso cambio di rotta stilistico per l’autore siciliano: un groove sospeso tra jazz, funk e canzone d’autore, un testo ibrido tra italiano e siciliano, e un’urgenza espressiva che riflette il peso del presente. ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY ASCOLTA IL BRANO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI Il testo di Luna Torta nasce in un momento di blocco creativo, in un tempo segnato da guerre, disorientamento e tensioni globali. La canzone racconta la difficoltà di creare, e perfino di esistere, sotto il peso della realtà. Ma lo fa cercando una via d’uscita, una forma di assoluzione, nel vivere e nel suonare, nel trovare respiro anche quando l’aria sembra farsi più densa.  Il brano è anche una dichiarazione d’intenti: Cico Messina apre il suo nuovo percorso artistico con una composizi...

Andrea Paganucci "Tick-Tock - Il mondo è finito" il nuovo singolo

"Tick-Tock - Il mondo è finito" è il nuovo singolo di Andrea Paganucci, siracusano che porta la sua musica tra l'elettronica e l'alternative rock con contaminazioni anche hip hop.  ASCOLTA SU SPOTIFY "Hai presente quando scrolli su TikTok, poi ti giri, guardi fuori e ti sembra che il mondo stia davvero finendo? Ecco, Tick Tock - il mondo è finito è la colonna sonora perfetta per quel momento. Un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile, un beat che non ti lascia scampo: questo singolo è un mix di synth, malinconia digitale e voglia di ballare sull’orlo del cratere" dice Andrea Paganucci che ha scritto e prodotto il brano.  Tick Tock cattura esattamente quell’istante sospeso tra apatia digitale e consapevolezza esistenziale. Il 'nostro' firma un brano che è insieme ironico e malinconico, una danza sul bordo del collasso globale. Tra synth pulsanti, beat ossessivi e immagini poetiche (un fiore che perde i petali, un’onda d’urto invisibile),...