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Too Close (ITV/AMC+), la recensione della serie tv

 

Too Close (ITV/AMC+)


“- Il mio compito è tenerla al sicuro, curarla... il tribunale vuole la mia opinione sul suo stato mentale, la sera dell'accaduto. Dobbiamo scoprire perché non ricorda nulla degli eventi di quella notte”


Bastano 80 secondi per innamorarsi perdutamente di “Too Close”, nuova miniserie britannica in tre parti della ITV, co-prodotta con l'americana AMC+, tratta dall'omonimo romanzo di Natalie Daniels e diretta da Sue Tully, che ci mostra una storia che entra pericolosamente nella mente di due donne, intrecciando le loro vite ed il tutto diventa inevitabilmente più bello se i volti di queste due donne sono quelli di: Emily Watson che interpreta la psichiatra forense Emma Robertson, e Denise Gough nei panni di Connie Mortensen, donna accusata di un brutale assassinio, ma che dice di non ricordare niente. L'incipit è fulminante: siamo a Londra, una donna sta guidando visibilmente angosciata in una macchina, su un ponte, nel sedile posteriore due bimbi, forse i suoi figli. Il ponte però è transennato e la donna, che sembra in fuga da qualcuno, non sa cosa fare, allora prende una tragica decisione, andando a sbattere contro le transenne e cadendo giù di sotto, nell'acqua. Basta questo per convincerci ed allora continuiamo la visione di questo thriller psicologico interpretato da un cast eccelso, con una trama imprevedibile ed una narrazione dal ritmo perfetto. “Too Close” è una serie drammatica, di dolore, una serie che fa della amnesia post-traumatica il suo punto focale di tutto, mentre nel corso delle quasi tre ore di show ci viene fatto comprendere come Connie possa essere arrivata a tanto. Nei flash-back ci viene mostrata come una donna felice, una madre che vive in un quartiere elegante, mentre poco dopo, nel presente la ritroviamo come una donna coperta di lividi, tagli e piena zeppa di rabbia repressa. Splendida la Gough nel mostrarci le due facce completamente divergenti. Sembra un caso disperato, ma Emma è convinta che “meritiamo tutti un perdono” e si getta a capofitto nella storia di Connie, e lo fa pagandone le conseguenze, perché la donna le entrerà nella mente, scoperchiando le sue paure e facendole mettere in dubbio qualsiasi cosa. Ed in un certo senso scavare nella vita dei rispettivi lati oscuri poterà le due donne a congiungersi, ad appoggiarsi l'una all'altra in uno show che trova la sua più grande forza proprio nella donna, in un universo femminile fatto di dolore, di perdita, di paura, ma anche di una forza incredibile, di maternità e di sessualità. “Too Close” fa dei dettagli la sua parte importante, dove perfino un aquilone incastrato su un alto albero può diventare protagonista per qualche secondo. In sintesi possiamo senza alcun ombra di dubbio definire “Too Close”, che probabilmente non vedremo mai doppiato in italiano, purtroppo, la più bella cosa vista da gennaio ad oggi nel mondo della serialità, perché nonostante ci troviamo difronte ad un thriller, riesce ad essere una serie struggente, emozionante, che fa dei volti di Watson e Gough la sua arma vincente. Da non perdere.

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