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Solos (Amazon Prime Video)


 Solos (Amazon Prime Video)


“Se viaggi nel futuro, puoi sfuggire al tuo passato?”


Torniamo alle serie antologiche con “Solos” di Amazon Prime Video. In questo caso i personaggi protagonisti dei 7 episodi che compongono quella che dovrebbe essere l'unica stagione dello show, sono accomunati tutti da un comune denominatore, quello della ricerca di se stessi, la connessione con i nostri “io” perduti. Nella serie infatti, grazie alla partecipazione di attori imponenti come Morgan Freeman, Anne Hathaway e Uzo Aduba, capiamo meglio cosa significhi umanità. Il primo episodio si concentra sulla storia di Leah, interpretato dalla Hathaway, che presta in volto ad una scienziata che nel 2024 tenterà di fare un viaggio nel tempo per ritrovare una Leah del passato. Dovremmo aspettare l'ultimo episodio per conoscere Stuart, interpretato da Freeman, un uomo anziano che soffre di demenza che verrà aiutato da un giovane, Otto (Dan Stevens), a recuperare la memoria. Freeman è anche voce narrante di tutti gli altri episodi. Altro filo che collega le varie puntate è la tecnologia, ma soprattutto il futuro, come potremmo vivere tra qualche anno, ma con una nostalgia di fondo verso il passato. Ogni episodio di circa trenta minuti ciascuno, racchiude, oltre ad un cast strepitoso, un'idea di base ottima, perché praticamente i protagonisti dei singoli episodi rappresentano gli unici personaggi che andremo a conoscere, a parte qualche comparsa qui e là, perché in un certo qual senso, per un motivo o per un altro, ogni di loro è chiuso nel suo mondo, in un'ambientazione ristretta, una specie di lockdown, quindi ogni personaggio deve combattere con la propria solitudine. C'è chi si è chiuso per sfuggire all'inquinamento globale, chi per lavorare ininterrottamente, chi, ancora, è costretto a vivere in una casa sperduta nel nulla. Futuro, solitudine, riconnessione con se stessi, questi i punti focali di uno show che se non fosse per i grandi nomi dei protagonisti probabilmente sarebbe rimasta una serie tv come migliaia di altre, relegata da qualche parte e dimenticata nel giro di niente. “Solos”, infatti, ha un forte potenziale, fondamentalmente sprecato. I dialoghi sono pressoché assenti, spesso ognuno di loro si ritrova a parlare tra sé e sé, quindi è la forza interpretativa di essi che deve dare lustro ad uno show così “silenzioso”. Ed è forse anche per questo che David Weil, showrunner ed ideatore, ha deciso di affidarsi alle sapienti mani di otto attori così formidabili. Oltre a quelli suddetti, ci sono: Helen Mirren, Anthony Mackie, Constance Wu e Nicole Beharie, uno più incredibile dell'altro. Ma come spesso affermiamo: non bastano le interpretazioni attoriali a fare uno show, serve altro, ma “Solos” è chiaramente una serie vuota, un serie con una narrazione pesante, che si fa fatica a seguire. Certo, ci fa riflettere, perché nell'ultimo anno e mezzo siamo un po' tutti stati costretti a cavarcela da soli, a fare i conti con la solitudine e la noia, a fare spesso monologhi, proprio come i protagonisti della serie in questione, ma speriamo in cuor nostro che il futuro dell'umanità non sia come quello raccontatoci, seppur in maniera magistrale, da Stuart, Leah, Tom (Anthony Mackie), Peg (Helen Mirren), Sasha (Uzo Aduba), Jenny (Constance Wu), Nera (Nicole Beharie) e Otto.


Personaggi e doppiatori:

Sasha (Angela Brusa)

Stuart (Michele Gammino)

Nera (Alessia Amendola)

Leah (Federica De Bortoli)

Tom (Nanni Baldini)

Otto (Marco Vivio)

Jenny (Gemma Donati)

Peg (Melina Martello)

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