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Nine Perfect Strangers (Hulu/Amazon Prime Video)


 

Nine Perfect Strangers (Hulu/Amazon Prime Video)


“Questo è un gruppo molto instabile, ma anche eccezionale e ci servono tutti... implorano di essere salvati, sono in ginocchio, lo vedete”


Nove perfetti sconosciuti si recano in uno sfarzoso resort immerso nella natura per un ritiro spirituale del quale non sanno nulla. Prima clausola del contratto infatti vieta a tutti coloro che mettono piede in quel luogo di raccontare, una volta fuori, quello che succede al suo interno. Di certo tutti sanno che a guidarli nel cammino di Tranquillum House, questo il nome della location (forse si poteva fare di meglio), c'è una splendida donna, ma anche di lei non si sa quasi niente. Parte da qui una delle serie più attese del 2021, finalmente arrivata, prima su Hulu ed in contemporanea su Amazon Prime Video, la miniserie che vede protagoniste Nicole Kidman, Melissa McCarthy e Bobby Cannavale. Già questi tre nomi valgono la visione di “Nine Perfect Strangers”, serie tv adattamento dell'omonimo romanzo di Liane Moriarty, già autrice di “Big Little Lies”, show che vedeva protagoniste la stessa Kidman con Reese Witherspoon, serie vincitrice di tantissimi premi. Ed anche la Hulu punta sicuramente a questo obiettivo, fare incetta di premi ai prossimi Golden Globe, ma probabilmente non ci riuscirà. Ma andiamo per ordine. 

Tranquillum House quindi promette ai suoi ospiti di trasformarli, cambiarli e guarirli. Fin da subito però, nonostante la bellezza del posto, la pace trasmessa dallo staff e la calma che si respira, si percepisce che c'è qualcosa di molto misterioso che ruota intorno a quel luogo, qualcosa che li porterà davvero ad una trasformazione radicale di se stessi e motore di tutto questo è l'eterea padrona di casa, Masha (Nicole Kidman). Melissa McCarthy, che qui interpreta Francis Welty, è una dei “nove”, una scrittrice che sta attraversando un periodo disastroso sia per la sua carriera che nella sua vita privata. 

A completare il cerchio dei “nove” ci sono: Bobby Cannavale nei panni di Tony Hogburn, ex giocatore di football dipendente dalle droghe; Regina Hall nel ruolo di Carmel Schneider, madre molto legata ai figli, logorroica e socievole, ma con scatti d'ira improvvisi e inquietanti; Michael Shannon è Napoleon Marconi, insegnante in lutto, che non riesce a darsi pace in seguito alla morte del figlio, che arriva a Tranquillum House insieme alla moglie, Heather (Asher Keddie), visibilmente restia a partecipare, e alla figlia, Zoe (Grace Van Patten), che sta soffrendo anche lei, forse più dei genitori. 

Poi troviamo Luke Evans che interpreta Lars Lee, da poco tornato single, che sembra nascondere non pochi segreti, ma che non vi sveleremo in questa circostanza; ed infine Ben Chandler (Melvin Gregg) con la moglie Jessica (Samara Weaving), che qui interpretano un milionario, a seguito di una vincita alla lotteria, ed una influencer che non tollera l'idea di abbandonare il proprio cellulare all'inizio del percorso. 

Ma ci sono delle regole ferree alla Tranquillum House ed a farle rispettare ci sono tra gli altri: Delilah (Tiffany Boone), Yao (Manny Jacinto) e Glory (Zoe Terakes), tutti spalle destre di Masha. Dietro le quinte dello show c'è sempre David E. Kelley, che ormai segue la Kidman in ogni suo progetto televisivo, era già presente sia in “Big Little Lies” che in “The Undoing” entrambe serie di grande successo di pubblico e critica. 

Ma in conclusione andiamo a tirare le somme partendo dal presupposto che “Nine Perfect Strangers” non è “Big Little Lies” e questo lo si capisce fin dai primi fotogrammi, la serie infatti non attrae come dovrebbe e la voglia di continuarne la visione è dovuta alla splendida interpretazione di Melissa McCarthy, unico vero punto di forza dello show, mentre di contro troviamo una scialba Kidman, probabilmente il personaggio in questo caso non le rende giustizia, nonostante sia a tutti gli effetti lei l'attrattiva dello show, ma è la McCarthy che la offusca pienamente. Nonostante sia un thriller, siamo ben lontani dall'empatia creata dai precedenti lavori di Kelley e paradossalmente gli ospiti vengono messi in secondo piano rispetto al passato di Masha ed ai suoi interventi nei confronti delle nove “vittime”. 

In ogni caso rimane una serie decisamente godibile, otto episodi scorrono via piacevolmente grazie a quel sano mistery che circonda tutto, e poi ci si diverte molto grazie a McCarthy e Cannavale ed ai loro scontri-incontri, ma è l'atmosfera, il ritmo della narrazione, la freddezza glaciale della protagonista, che forse faticano a far decollare lo show, perché i presupposti per un grandissimo successo c'erano tutti, ma è mancato quel “qualcosa” in più.


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