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American Rust (Showtime/Sky Atlantic)


 American Rust (Showtime/Sky Atlantic)


“Se c’è una minaccia e tu inizi a difenderti, continui a farlo, non riesci a pensare, continui a farlo comunque, perfino dopo che la minaccia è sparita… forse è solo quello che farebbe chiunque, non lo so… ma è decisamente quello che fanno i giovani”


Basata sull’omonimo romanzo di Phillipp Meyer e trasportata in Tv da Dan Futterman, “American Rust” – che in Italia è diventato “Ruggine Americana” – vede il ritorno di uno degli attori statunitensi contemporanei più camaleontici, Jeff Daniels, che qui sfoggia ancora una volta tutta la sua bravura interpretando Del Harris, un veterano della Guerra del Golfo, dipendente da oppiacei - è la prima scena a cui assistiamo, l’uomo che trita delle pillole e le mette nel caffè - che è commissario di polizia di Buell, in Pennsylvania, una piccola cittadina immaginaria travolta da un fatto che sa dell’incredibile: un omicidio. 

Problema intrinseco della serie è la trama, che va nuovamente ad incanalarsi in quel settore tanto mietuto negli ultimi anni del declino e della disperazione degli americani, in più ha un ritmo molto lento, nonostante sia un thriller assolutamente intrigante, ma si fa un po’ fatica a seguire tutti i nove episodi che compongo questa prima stagione prodotta dalla Showtime ed arrivata in Italia grazie a Sky Atlantic lo scorso 25 ottobre. La bellezza sta nel decadimento raccontato in maniera impeccabile, in una cittadina al collasso, tra fabbriche chiuse e banche che si stanno imponendo con crudeltà.

E’ Billy Poe (Alex Neustaedter), ex capitano di una squadra di football, che rappresentava la speranza, ma che oggi si ritrova a fare i conti con l’alcol, le droghe ed in uno stato di libertà vigilata per aver picchiato un altro uomo. La madre di Billy è Grace, interpretata in maniera magistrale da Maura Tierney - forse unico vero motivo per cui guardare lo show - alle prese con un lavoro precario ed una relazione alle spalle irrisolta col suo ex marito Virgil (Mark Pellegrino). C’è imperfezione, durezza, marcio, ma manca ritmo, ci sono scene interminabili di silenzio, che se non fosse per Daniels, farebbero crollare dal sonno chiunque. “American Rust” è una serie di nicchia, in cui la fretta non fa parte della vita della piccola città protagonista, perché in fin dei conti che bisogno c’è di affrettarsi se vivi in un posto come questo? 

E’ inoltre una serie non semplice da guardare e seguire, non ci sono buoni e cattivi, non ci sono eroi, ma c’è paura, autenticità, quella sicuramente, e c’è anche un altro attore ed un’altra interpretazione considerevole, quella di Bill Camp nei panni di Henry English, uomo che ha bisogno di continue cure, vedovo e padre di Isaac (David Alvarez) e Lee (Eva Padoan). Il cast è strepitoso, la serie forse troppo decadente, sotto ogni punto di vista, e decisamente tanto lenta, probabilmente però avrebbe avuto molto più successo se fosse arrivata a noi almeno dieci anni fa.


Personaggi e doppiatori:

Del Harris (Alessandro Rossi)

Grace Poe (Roberta Pellini)

Isaac English (Davide Perino)

Henry English (Stefano De Sando)

Billy Poe (Flavio Aquilone)

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