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Vita da Carlo - Prime Video

 


La “romanità”di Carlo Verdone, il suo essere figlio prediletto della città eterna è alla base di Vita da Carlo, serie targata Amazon, dove elementi reali e di fiction si incontrano per un ritratto dell' attore e regista, comico e malinconico, come lui stesso ci ha abituato nei suoi film più riusciti come Compagni di scuola e Maledetto il giorno che ti incontrato, che vengono citati non a caso, anche nel corso delle dieci puntate, di una ventina di minuti ciascuna.

 Forse, appunto per la breve durata e il taglio estetico dato, poteva uscirci benissimo un film vero e proprio, tagliando qualche tempo morto o qualche scena accessoria, visto anche lo spessore del personaggio, la sua storia, le sue manie, i suoi tic, abbastanza conosciuti, dopo tanti anni di carriera e di successi.

La vicenda parte dalla candidatura a sindaco del nostro, che al grido di “Lo famo sindaco” avviene quasi per acclamazione popolare, che mette in crisi Verdone ma al tempo stesso lo inorgoglisce. I suoi dubbi si sommano con quelli sulla vita privata, il rapporto coi figli e quello col suo produttore che vuole “un film con i personaggi” mentre Carlo vuole fate un film rigorosamente d’autore. 

La brevità degli episodi, come dicevamo poc’anzi non gioca allo sviluppo della trama e mal si addice alle poche reali situazioni comiche. Quelle più divertenti sono dovute all’apparizioni di Guest Star come Morgan o Ferrero, funzionano meno gli scambi con Max Tortora, la sua spalla nella serie. La sensazione finale alla visione, al di là di queste riflessioni, vuoi anche per come si conclude la storia, è l’accostamento in un certo qual modo, della figura di Verdone a quella di Francesco Totti. E in questo, c’è un senso romantico dell’esistenza, oltre che della serie in se, che vede l’amore, in generale, come l’unica risposta possibile. 

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