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Massimo Zamboni - Gli altri e il mare, il video


Massimo ZamboniTratto dall'album La mia patria attuale, Gli altri e il mare: un gioco di specchi, un’illusione. Dettagli di corpi che si affacciano oltre la cornice, indizi di accadimenti per i quali diventa impossibile stabilire un al di qua e un al di là, un dove, un quando. Un unico mare che dovrebbe mediare tra le tante terre bagnate, Mare nostro e mare di tutti quelli che abitano le sponde, mediano di nome, raramente di ruolo. Ci si inginocchia alla potenza delle sue onde affidando loro speranze, visioni, chiedendo consolazioni. L’indicibile bellezza delle marine mediterranee, quella luce incomparabile, la sua storia che nessuno altro può vantare; tutto questo non basta a lenire le sofferenze che in quelle acque si consumano e spengono, e parrebbe impossibile non accettare di avere un destino in comune, non sentire la divinità antichissima che ci lega. Si cammina immersi nei pensieri su quelle spiagge incantate del sud, si passeggia lì dove l’aria e la salsedine resuscitano i corpi, si intuisce qualcosa senza sentirlo nostro; e quel “qualcosa” che ci placa allo stesso tempo ci opprime, poiché ci espone all’impossibilità di essere molto più che turisti a questo mondo

Con: Massimo Zamboni Khadi Diop Edgar Sardiello Regia e montaggio: Piergiorgio Casotti Aiuto regia: Fiammetta Pisani Sceneggiatura: Piergiorgio Casotti Fotografie di scena: Giacomo Rosato La canzone Gli altri e il mare è stata registrata e mixata da Alessandro “Asso” Stefana. Mastering a cura di Giovanni Versari. Musica e testo: Massimo Zamboni Massimo Zamboni con Alessandro Asso Stefana, Cristiano Roversi, Erik Montanari, Simone Beneventi Ogni viaggio verso l’Italia è costretto ad affrontare le sue coste, e questa canzone non si sottrae alla consuetudine. Poiché lì si gioca il futuro di un Paese che si pretende a nord e si protende invece nella direzione opposta, sconfessando le proprie origini e fortune, sentendosi altro e superiore a ciò che quotidianamente accade nelle acque. Uno sguardo indifferente – più spesso ostile - alle disgrazie altrui pare essere l’antidoto per scongiurare di subire un destino altrettanto sfavorevole. La nostra indifferenza crea la differenza. Una parola in più per il Comune di Melpignano, nel Salento, che ci ha accolto con ospitalità e amicizia, dimostrando ancora una volta il proprio carattere straordinario. L’indifferenza non è mai di casa da quelle parti, e proprio da esempi come Melpignano può ripartire un’idea di Italia che ci faccia ritrovare – finalmente – il pieno significato di sentirci cittadini.

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