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"HotelPortofino" la recensione della serie su Sky e Now Tv


“Non voglio esserti amica… e non accetterò un solo penny da te e guai a te se solo proverai a toccarmi di nuovo. Ho vissuto troppo a lungo seguendo le tue regole, ora è tempo che ricominci a seguire le mie”


Ci troviamo in Liguria agli inizi del ‘900, precisamente intorno al 1926, in uno dei sobborghi italiani più incantevoli, Portofino. Qui sorge un albergo, messo su con diverse difficoltà da alcuni inglesi venuti per cercare fortuna in Italia. 

Da qui nasce l’idea di “HotelPortofino”, serie tv drama targata Sky e Now Tv, in cui troviamo Bella Ainsworth (Natascha McElhone) decidere di aprire le porte ad un Hotel a Portofino, nonostante un marito, Cecil (Mark Umbers), distrutto dai debiti, che le ruba i soldi guadagnati durante la giornata invadendo il suo mondo, costruito con fatica, di persone poco raccomandabili. 

Nel cast anche: Louisa Binder che interpreta Constance March, tata e interesse amoroso del figlio ventenne dei proprietari, Lucian Ainsworth (Oliver Dench) - che si porta ancora dietro gli incubi della Grande Guerra -, promesso sposo alla benestante Rose Drummond-Ward (Claude Scott-Michell) con una madre decisamente troppo presente ed eccessivamente pedante, Julia (Lucy Akhurst). Nel cast anche due attori italiani: Daniele Pecci e Lorenzo Richelmy, che non è nuovo nei cast internazionali; lo ricordiamo infatti come protagonista della serie Netflix del 2014 “Marco Polo”. Pecci e Richelmy interpretano Carlo e Roberto Albani, padre e figlio. Quest’ultimo sarà attirato, come del resto tutti gli altri uomini del drama, dal fascino della bella Claudine Pascal (Lily Frazer). 

Note di merito a due personaggi in particolare, Lady Latchmere, interpretata magistralmente da Anna Chancellor e Anish Sengupta che ha il volto di Assad Zaman, sicuramente i personaggi meglio riusciti della serie. In tutta la trama incombe una minaccia, quella del movimento fascista, che sta invadendo sempre di più l’Italia. 

“HotelPortofino” in realtà sembra più una soap ed un mix tra un “Downton Abbey” non uscito benissimo ed un “Paradiso delle Signore” fatto meglio. Ideatore è Matt Baker che ha - a parte l’aver scelto una location suggestiva - avuto l’audacia di unire, all’interno di un habitat abbastanza ristretto, un cast molto buono, a cui però sono stati affidati personaggi decisamente poco accattivanti e caratterizzati. 

Ad unire il tutto la colonna sonora composta dall'italiano Stefano Cabrera, che gioca in casa nella sua Liguria: le sue musiche fanno da perfetta cornice, grazie all'esecuzione dell'Orchestra LaCorelli di Ravenna diretta da Jacopo Rivani. 

Per il resto, la trama è lenta nonostante l’autore tenti di inserire anche elementi di thriller e violenza; il numerosissimo cast di attori notevoli accresce le aspettative che non sono state tutte soddisfatte, portando alla luce con maggiore vigore il risultato di qualcosa che storce il naso. 


Personaggi e doppiatori:


Bella Ainsworth (Francesca Fiorentini)

Julia Drummond-Ward (Giò Giò Rapattoni)

Lucian Ainsworth (Manuel Meli)

Cecil Ainsworth (Francesco Prando)

Anish Sengupta (Alex Polidori)

Lady Latchmere (Emanuela Baroni)

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