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Fred Branca, la recensione di Romantico Punk

 


Fred Branca (ovvero Federico Branca Bonelli) fa il suo esordio solista con Romantico Punk. Otto tracce cariche di sentimento  e di punk sicuramente come atteggiamento, perché nell’album del produttore, batterista e autore genovese c’è tanto rhythm and blues abbinato a ritmiche pop dance, senza disdegnare dinamiche funk o puramente elettroniche ad alta velocità. Un lavoro di piacevole ascolto, ampiamente godibile con testi interessanti e melodie suggestive.

L'album inizia con “Come un animale” dove Branca sembra avere un piglio alla Fabri Fibra che gioca col funk, poi il brano vira verso territori più pop “Ho visto il sangue e la seta due gatti due lune e una Venere nera di schiena sulla tua schiena”. Segue “Un temporale” dal sound accattivante con una melodia “facile” ma di sicuro impatto “Non guardarmi con quegli occhi li sei pericolosa quasi quasi oggi resto qui e perdo qualcosa di me”.“Ballo come mi pare”: è un brano dalle tinte più scure dall'incedere sinuoso: “cento mila passi nella notte cercando qualcuno annuso il tuo sangue come uno squalo non mi sento  sicuro”.

La parte centrale dell'album è quella per così dire più immaginifica e avvolgente.“Così leggero”: “Non appartengo a nessun luogo tanto meno alla nostalgia” è un brano che si complice dopo mezzo ascolto è   ben si contrasta con le atmosfere del brano precedente.“Fellini”: sembra un riuscito mix Tra Tiromancino e Calcutta. per restare in Italia:“ La piazza è piena di gente ma non c’è rumore non si sente niente dentro di me” .“Giorni strani”: è il perfetto proseguimento: “tu sei una finta che mette al tappeto”con un sound morbido e piacevole “tutta questa gente che non star zitta la ignoriamo e basta”.

Due brani apparentemente lontani chiudono il lavoro di Branca:

“Percussioni Latine”: come da titolo a tinte elettroniche, assolutamente trascinante, col suo incedere tecno, efficace anche il testo: “dove vai voglio sbagliare strada non voglio più tornare a casa mi voglio perdere in questo posto restare vivo finché non son morto”.

“Male come ti amavo”: è decisamente più classica nelle sue movenze da ballad  e con un ritornello che colpisce nel segno: “Siamo polvere nel sole l’amore è tutto quello che ci resta” 

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