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Daniele Silvestri, il resoconto del concerto di Palermo


Più di 3 ore di concerto per la seconda tappa, quella palermitana, del tour nei teatri che porterà Daniele Silvestri in giro per l’Italia in oltre 15 tappe. La particolarità di questo nuovo viaggio del cantautore romano sta nel proporre brani nuovissimi, presentati al pubblico per la prima volta e che comporranno il prossimo album del cantautore che sarebbe dovuto uscire prima dell’inizio di questo tour, ma che, cause non meglio identificate, lo hanno fatto slittare a data da destinarsi. In un post social di qualche settimana fa, diceva: “Effettivamente quando annunciavamo il tour quasi un anno fa ero abbastanza certo che avrei pubblicato prima il nuovo album. Ora sono invece certo del contrario”. Da qui l’idea di cantarne qualche pezzo e provarlo direttamente con il pubblico, anche per vedere come “gira”, se “funziona”. Tra questi il nuovo singolo “Tik Tak”.


L’inizio infatti è quello di uno spettacolo teatrale con Silvestri seduto sul bordo del tavolo che fa finta di scrivere una canzone come se fosse a casa sua, poi cominciano ad arrivare i suoi compagni di viaggio, i musicisti, e fanno quella che sembra una prova a tutti gli effetti di un brano nuovo. Da lì parte il vero e proprio concerto con Daniele che chiacchiera tantissimo e che ci avvisa subito: “è risaputo che i miei concerti durino molto, quindi se ad un certo punto volete scappare siete liberi di farlo”. Ma non se ne va nessuno. Tutti rimangono, ed in un crescendo di applausi ed emozione – il pubblico inizialmente è freddino – Silvestri ci propone decine e decine di pezzi che compongono ormai la sua carriera quasi trentennale, tralasciando però i pezzi più famosi, non si esibisce, infatti, lasciando un po’ tutti stupidi, in brani come “Salirò”, “La Paranza”, “Le cose in comune”, “Sempre di domenica”, “Gino e l’alfetta”, “A bocca chiusa”, “Quali alibi”, “Argento vivo”. Facendoci a tutti gli effetti capire che non sarà un tour come gli altri, ma si pone al centro di esso più l’aspetto sociale, i problemi di oggi ed il ricordo degli amici, Gino Strada e Lucio Dalla e quello ancora più toccante, che a Palermo assume una connotazione diversa, di Paolo Borsellino. 


Tanti i brani del suo album del 2016 “Acrobati”, tra i quali: “La mia casa” e “Acrobati”, tra i momenti più intensi. Si racconta molto, parla tanto, ad un certo punto si scusa anche di questo: “lo so che non è necessario parlare prima di ogni canzone”, però lo fa e lo fa benissimo, perché ci incanta con il suo modo di raccontare pieno di amore per quello che sta per fare, cantare, suonare, passa dalle chitarre al pianoforte, interpretando e cantando facendoci sentire tutta l’emozione e l’entusiasmo.



 Con lui sul palco: Piero Monterisi alla batteria, Gabriele Lazzarotti al basso, Daniele Fiaschi alle chitarre, Gianluca Misiti alle tastiere, Duilio Galioto alle tastiere e cori, Marco Santoro al fagotto, tromba e cori e Jose Ramon Caraballo Armas alle percussioni, tromba e cori.

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