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Daniela D'Angelo, la recensione di Petricore


 
Una voce d’angelo ricca di sfumature e intensità, testi intensi che rilasciano immagini potenti e poetiche, arrangiamenti vari e carichi di pathos.. tutto per questo per dirvi che Petricore di Daniela D’Angelo è davvero un album di livello che merita decisamente di essere ascoltato con cura:

“Questo cuore”: suadente, dall’incedere ipnotico, col ritornello che cita Vasco Rossi “Non c’è dottore, non c’è dottore che mi può aiutare”

“Il modo giusto”: evocativa con una prova vocale versatile e suggestiva: “dammi il tempo di fare le valigie abbandonare tutto”

“Suppergiù”: un brano di stampo pop punk, incisivo e martellante “Cosa importa se c’è qualcosa di rotto in te”

“Alibi”: “solo per un attimo rallentare tutto” atmosfere diradate per ritornello solenne

“Esercitazioni”: “Non so cosa diventerò” con la chitarra acustica portante, il brano è breve ma trasuda intensità: “Un lieto fine di zingari con i bambini che strillano”

“L’idea”: “è un’idea che cerco di te” con un ottimo arrangiamento e una ritmica trascinante di stampo funk

“Butto giù”: il brano inizia con una citazione di De Gregori: “e Francesco si incazzerà” per proseguire su sentieri pop di sicuro impatto

“Biscotti e sigarette”: “alzarsi con la bocca sporca di sogni e l’odore di te” suggestiva ballad con un ritornello melodicamente non banale che ammicca al blues

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