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"Fair Play" la recensione del film di Chloe Domont


- "Cosa ho fatto per avere questa fortuna?"

- Stai parlando di me o del lavoro?"


"Fair Play" è un film di Chloe Domont i cui diritti sono stati acquistati da Netflix. Definito un thriller erotico, in realtà è un ibrido, in quanto non è un vero e proprio thriller e neppure è eccessivamente spinto. La storia di due amanti, per il vero due fidanzati - Emily interpretata dalla Phoebe Dynevor di Bridgerton e Luke che ha il volto di Alden Ehrenreich - che lavorano nella stessa società di investimenti finanziari e che, innamoratissimi, stanno per sposarsi. Non hanno detto ancora nulla a lavoro e non avranno il tempo di farlo. Perchè Emily viene promossa e comanderà tutto il reparto, decidendo anche su Luke.

La narrazione non ha mai un vero e proprio sviluppo, è tutto abbastanza lineare ma esasperato. L'aspetto cinematografico indubbiamente più intrigante è la trama in sè, semplicemente. 

Perchè di "Fair Play" non c'è nulla in questa storia malata dove è interessante l'evoluzione dei due personaggi, soprattutto quello di Luke che mostra il cambiamento comportamentale e facciale di un uomo intriso della cultura patriarcale che connota il maschio ancora oggi. Un uomo così dolce, premuroso come può trasformarsi nell'essere più becero, maschilista, violento, bugiardo, debole, egoista, paranoico?

Di "Fair Play" è questo quello che maggiormente colpisce e arriva dritto. 


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