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Max Deste 'Omaggio al poeta', la recensione



“Omaggio al poeta” è il nuovo album di Max Deste, ideale colonna sonora del romanzo in versi “Lasciare andare” in cui l'autore vuole dare forza alle parole e alle immagini che scaturiscono dalla narrazione. Letteralmente è un omaggio al poeta in senso lato, figura oggi quasi anacronistica, che sfida le leggi del tempo e dell'era digitale. 

L'esordio di questo album è 'Stato intermedio', Deste non rispetta alcuna metrica sonora, è un flusso continuo in perenne tensione vocale per dare forza alla sua 'lotta interiore'. Un piano scandisce la title track, una 'storia ancora nascosta tra le mura di questa città', la 'storia di un uomo coraggioso che lottava per la libertà'... Chiaro il riferimento al protagonista del romanzo “Lasciare andare”, un ragazzo che diventa adulto raccontando le sue esperienze in un diario poetico, sia Chögyam Trungpa, il famoso maestro tibetano che da laico ha divulgato la meditazione buddhista in occidente. 

Intro sospettoso sposa 'Amnesia' non ricordare il passato ma poter vivere tante vite, come fa uno scrittore, un poeta... In 'Cose che cambiano' vistosi campionamenti e sound che fa il verso alla new wave, per 'entrare in una nuova fase' per questo Deste canta 'Fuggo da casa' per 'entrare nella foresta'... un nuovo sipario in cui 'Si innesca la felicità', suoni country scuri oltreoceano per sognare la 'rivoluzione'.

Dance è 'The Clouds appear so dark', 'un piacevole inganno' in questo nuovo lavoro di Deste. Particolare la scelta di inserire come brano di chiusura 'Incipit', che solitamente apre un romanzo. E invece qui lo chiude come nuovo inizio fatto di chitarre popular e il nostro si adagia sul teatro-canzone. 




  


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