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Festival di Sanremo 2025: i voti della quarta serata (duetti)

                                     

Rose Villain con Chiello - Fiori rosa, fiori di pesco di Lucio Battisti: buon arrangiamento per due voci che si sposano bene. 6+

Modà con Francesco Renga - Angelo di Francesco Renga: bella versione che parte intima per poi far sfogare le voci nel ritornello, anche se non sempre troppo centrate - 6-

Clara con Il Volo - The Sound of Silence di Simon and Garfunkel: tripudio di intenti e controcanti rispetto alla versione originale, forse qualche eccesso di troppo inevitabilmente, come era prevedibile, ma decisamente perdonabile. 6,5

Tony Effe con Noemi - Tutto il resto è noia di Franco Califano: Niente, questa versione di Tony in Califano non funziona - Noemi fa quel che può... ma c'è poco da fare. 5-



Francesca Michielin con Rkomi - La nuova stella di Broadway di Cesare Cremonini: duetto riuscito alla fine grazie alla Michielin che si porta appresso Rkomi, non ai livelli di Fedez qualche anno fa, ma comunque è lei che trascina. 6+

Lucio Corsi con Topo Gigio: Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno: un'operazione che è tutto, genialità e fanciullezza, eccessiva pure per un Festival di Sanremo con Topo Gigio che canta meglio dell'80% dei cantanti in gara. Non ci sentiamo di dare un voto. Altra classe. s. c.

Serena Brancale con Alessandra Amoroso: If I Ain’t Got You di Alicia Keys: bravissime, peccato che la Brancale sia conosciuta per Baccalà e non per la sua carriera prettamente jazz. 8

Irama con Arisa - Say Something, I’m Giving Up on You di Christina Aguilera: Arisa praticamente non si sente nella strofa poi prende ad urlare, non sappiamo se scelta voluta o meno, ma il duetto in se non convince. 5-


Gaia con Toquinho - La voglia, la pazzia di Ornella Vanoni: versione a dir poco zoppicante con Gaia visibilmente emozionata di duettare col maestro Toquinho. 6-

The Kolors con Sal Da Vinci - Rossetto e caffè di Sal Da Vinci: celebrazioni in formato funk del successo virale di Sal Da Vinci che ricorda melodicamente tipo 5 canzoni minimo, passando da Patty Pravo a Mina e Celentano. W sempre Napoli ci mancherebbe, però, ci si chiede il perchè di un'operazione del genere. 6 -

Marcella Bella con i Twin Violins - L’emozione non ha voce di Adriano Celentano: versione più rarefatta per dar maggior modo alla voce di Marcella di emergere; il meglio viene dopo con l'omaggio a Gianni Bella e all'esibizione dei Twin Violins sulle note dei Coldplay. 7+



Rocco Hunt con Clementino - Yes, I Know My Way di Pino Daniele: adrenalina ed emozione insieme, duetto spettacolare, che fa capire bene cosa è il rap, cosa era ed è il grande Pino Daniele - bellissimo, davvero. 9

Francesco Gabbani con Tricarico - Io sono Francesco di Tricarico: altra esibizione ad alto livello emozionale, fantastici. 8

Giorgia con Annalisa - Skyfall di Adele: in pratica una gara di bravura. 8

Simone Cristicchi con Amara - La cura di Franco Battiato: decisamente coerente col brano in gara al Festival, come se fosse un auspicio, Cristicchi non si smentisce e con la compagna Amara fa centro quasi per forza di cose. 7.5


    
Sarah Toscano con Ofenbach - Overdrive degli Ofenbach: giovane ma già diva, buona prova, evince la sua personalità. 6+

Coma_Cose con Johnson Righeira - L’estate sta finendo dei Righeira: come ha ribadito Carlo Conti è stata eseguita la versione del lato b del singolo uscito 40 anni fa. Non male. 7+

Joan Thiele con Frah Quintale - Che cosa c’è di Gino Paoli: le voci si sposano benissimo, bella versione, romantica e sensuale. 7+

Olly con Goran Bregovic e la Wedding & Funeral Band - Il pescatore di Fabrizio De André: Va bene che c'è Bregovic...ma la festa di paese anche no. 2



Achille Lauro con Elodie - A mano a mano di Riccardo Cocciante e Folle città di Loredana Bertè: un duetto che ha molti buchi a cominciare dall'accostamento delle due canzoni; poi ottima la coreografia e la loro intesa, muna alla fine niente di ché. 5-

Massimo Ranieri con i Neri per Caso - Quando di Pino Daniele: bellissima versione fuor di dubbio ma è chiaro che rappresenti quasi una sorta di esercizio di stile. 6

Willie Peyote con Tiromancino (Federico Zampaglione) e Ditonellapiaga - Un tempo piccolo di Franco Califano: la voce femminile che va a inarcarsi sulle note alte non ci sta, è evidente - Willie canta quasi scazzato, boh... tanta gioia in Federico invece di ricordare il maestro. 5.5

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Brunori Sas con Dimartino e Riccardo Sinigallia - L’anno che verrà di Lucio Dalla: il ricordo di Paolo Benvegnù si prende la scena come è giusto che sia, bella versione del brano di Dalla. 6.5

Fedez con Marco Masini - Bella stronza di Marco Masini: ottima performance con Marco sugli scudi; il messaggio di Federico è arrivato dove dov'era arriva, soprattutto nell'ultima strofa: "Ti ho dato più di una ragione per essere una bella stronza". 7

Bresh con Cristiano De André - Crêuza de mä di Fabrizio De André: problemi tecnici a parte (un microfono aperto di troppo ma non quello di Bresh e l'attacco errato) il risultato non dispiace. Ma il materiale a disposizione era enorme. 6.5

Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento con Neffa - Amor de mi vida dei Sottotono e Aspettando il sole di Neffa: "tutta gente senza onomastico" della serie: troppi ricordi non ce la faccio. 7.5


Vince la serata duetti: Giorgia con Annalisa in Skyfall di Adele.


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