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Kindread Project & Demiurgo "Not A Number" il nuovo Ep



Kindread Project e Demiurgo irrompono nella scena elettronica con "Not A Number", un concept EP di sette tracce che non è solo musica, ma una vera e propria narrazione distopica che risuona inquieta con il presente. Questo lavoro è un atto di 'disobbedienza sonora' contro l'omologazione e il controllo algoritmico. La distopia evocata non è solo estetica: è un racconto strutturato, quasi cinematografico, in cui un collettivo di hacker insorge contro una megacorporazione che esercita il controllo delle masse attraverso la manipolazione sonora. Avete presente? No? Beh, il titolo stesso è un gioco concettuale: “NaN” (Not A Number, appunto) nel linguaggio informatico indica un errore indefinito, e qui diventa metafora del rifiuto a essere ridotti a semplici dati, a unità manipolabili all’interno di una società sorvegliata e prevedibile. La loro dichiarazione - “La storia è immaginaria, ma le sue risonanze, nostro malgrado, sono attuali” – riecheggia con forza in un mondo in cui l’attenzione è merce, e gli algoritmi sono nuovi oracoli.

L'EP si muove sapientemente attraverso un panorama sonoro complesso, miscelando IDM, glitch, strutture industriali, dark ambient e synthwave. È il linguaggio sonoro di un collettivo di hacker che insorge contro il controllo delle masse esercitato da una corporazione, dove il suono stesso diventa atto sovversivo. 

Il viaggio comincia con 'ESP Unlocking', dove riverberi spaziali e synth retrò aprono una porta sensoriale su un universo sonoro a cavallo tra il passato e un futuro distorto. Si percepisce subito l’impronta narrativa dell’EP: ogni brano è un capitolo, ogni texture una pagina sonora. La tensione cresce con 'Silent Uprising', brano affilato e quasi rituale, un’atmosfera horror cinematografica che evoca il silenzioso risveglio di una coscienza collettiva. 'System Bugs' è una traccia destrutturata, piena di rumori spezzati e beat decostruiti. Il ritmo si fa più lento e drammatico in 'Resistance Anthem', che sembra il climax di un film post-apocalittico, dove la battaglia è imminente e inevitabile. 

Il momento più giocoso e surreale arriva con 'The Rebellion Code', una traccia che suona come un videogioco elettronico: immaginate un Super Mario che corre attraverso circuiti corrotti e livelli sempre più ardui, sfidando la gravità e la logica. Infine, 'Synaptic Afterglow' chiude il cerchio con un’eco profonda e ancestrale, un sibilo etereo che lascia spazio alla riflessione e all’inquietudine, come la fine di un sogno lucido che sfuma nel silenzio.



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