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Tiki Taka "Il calcio è il nostro gioco"




Uno strano miscuglio, che pare quasi casuale ma non lo è di certo, tra la leggerezza stile "Pressing", Vianello, il primo "Controcampo" di Piccinini, comunque incisivo negli argomenti trattati e l'antesignano Aldo Biscardi, il padre dei talk sportivi, a giochi fatti... più tanta ironia, specie "auto", che "aiuta" e non inquina, con uno sguardo sulla realtà, calcistica e non, moderno, al passo coi tempi, sul pezzo come direbbe "Antonio Conte", con l'istrionico Pierluigi Pardo alla conduzione."Sotto tutti i punti di vista" ... "Tiki Taka, questo è il nostro gioco", migliora con gli anni, grazie alla formula, opportunamente "miscelata" tra gli illustri predecessori e a un certo affiatamento della squadra più o meno fissa che affianca il nostro. Tralasciando la tv a pagamento, il Varriale del "Processo" sul canale 57, non è, benchè gli sforzi di ammodernamento non manchino, neanche lontanamente paragonabile, ad avere un ritmo così preciso e interessante, sia a livello narrativo e di immagini, per non parlare di trovate da format, momenti di intrattenimento vario... la sigla animata, "Ogni santo lunedì" di Antonio Maggio è l'unica cosa che alza l'asticella "dalla parte del canone" per così dire. Per il resto "Tiki Taka", vince a mani basse, appunto perchè non è classico nella forma e nei contenuti, perchè nonostante tutto mischia gli ingredienti con assoluta maestria ed è un programma di calcio ampiamente godibile, perchè è vivo nella sua stessa messa in scena, "in onda", che non si tratta di far polemiche, o dire è rigore, per me si e per me no, si tratta di avere il sangue che bolle... e che in pentola non c'è solo la moviola umana e novantacinque minuti di applausi, mentre aveva segnato pure Zoff di testa su calcio d'angolo. C'è la passione, che si dimentica spesso e volentieri delle dinamiche televisive, quando una domanda in più fa la differenza e da appunto la cifra stilistica. Due ore piene di trasmissione, con ospiti fissi, quali Scanzi, Telese, Mughini, Auriemma, Cesari... dove anche le bellone sono giornaliste e/o competenti, la Barra, la Pedrotti, "Melissa Satta", che non parla mai tanto per dire: "ci sono anche io"... anzi... Pardo, giornalista mica da ridere, si muove da consumato showman, che conosce i tempi televisivi, il mestiere in senso lato e ha la modernità, il gusto dell'essere davvero al passo coi tempi, a differenza di Varriale, (che non è colpa sua sia chiaro) che sa quando e come lanciare il momento più leggero, quello amarcord, quando far scatenare la tenzone, affondare il colpo, la semplice battuta, quando abbassare i giri del motore, quando affrontare argomenti "seri" per davvero, senza girarci intorno... la nonchalance insomma con cui Pardo e gli autori si muovono all'interno di un contenitore sportivo è interessante e da premiare, non conosciamo gli ascolti... ma un programma di lunedì sera che finisce all'una e mezza di notte, non crediamo faccia sfracelli, addirittura avevamo letto che la Satta sarebbe stata tagliata per diminuire i costi... Se è vero è/sarebbe una cosa senza senso... perchè ancora non capiamo, o meglio, intuiamo, perchè Mediaset abbia deciso sul digitale terrestre di dare sfogo alla Domenica Sportiva, regina incontrastata sulla tv in chiaro, perchè è palese che i goal, le interviste, il dopo partita insomma... era già su mediaset premium e il "Controcampo" di turno diventava quasi un impiccio, però è anche vero che l'italiano è abitudinario e che magari facevi coincidere gli orari e davi concorrenza alla Rai. 



Questioni politiche a parte e a rigor di metafora si intende, ma continuando a parlare di calcio, alla fine, è/sarà vero che la Juve dello scorso anno ha battuto i record perchè dietro aveva una Roma che ha mollato solo a poche giornate dal termine, guarda caso la Juve questo anno è lontana da quel record, perchè non c'è nessuno che la stia a inseguire per davvero, e questa Domenica Sportiva, allargando il discorso... senza pubblico, scenografie, spoglia, ridotta al talk puro... vi aggrada? A Mediaset hanno pensato di spostare il tutto a lunedì come giorno deputato, ad ora tarda, forti della paytv, alla Rai di tagliare i costi, è evidente... ma anche il piglio, più da cronaca, adesso il corpus della trasmissione stessa è decisamente meno proiettato all'intrattenimento, al di là della mancanza di Gene Gnocchi. Tutto ciò vi soddisfa? 
A noi no, noi che abbiamo Sky, Mediaset Premium e anche a noi che ci guardiamo le partite sul computer sugli streaming più borderline che esistano... il fattore mancante è la sacralità di un rito, per noi che aspettiamo i countdown di sportitalia sulle finestre di calciomercato con Pedullà e Criscitiello che arrivano a parlarti dei movimenti della C2 o i panegirici esasperati delle riunioni di redazione su Winga tv. E siamo tanti... tantissimi...



Per far capire il concetto espresso prima ai più giovani, una volta c'era lo scontro Seredova/Canalis sulle due reti ammiraglie a chi aveva "L'accessorio" più bello ad irradiare di luce le proprie moviole,i dibattiti, le rovesciate, le sciabolate, i mucchi selvaggi.. altre storie, altri fondi, altra visibilità... onore a Pierluigi Pardo e soci che ci fanno rivivere quell'epopea.

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