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Visualizzazione dei post con l'etichetta calcio

"Ci vorrebbe il mare per non vedere il fondo"

Dopo aver visto venir associato il nome di Astori a Scirea, dopo aver ascoltato i partiti di quelli  che dicevano “si doveva giocare” e dopo politiche “maratone televisive” estenuanti, che sfinirebbero persino Linus e Gianni Morandi… l’unica riflessione possibile è che siamo un paese di merda , che non ha rispetto, che non trova equilibrio, obeso e oberato dalla televisione. Un grosso maiale “saturo” e pronto a scoppiare, a regalare parti di se e a disperdersi in gentili spoglie accoglienti. Perché va bene che non si butta via niente, ma noi sempre il peggio tiriamo fuori… “Porci” indomiti e senza sentire ragioni, che basta il minimo indispensabile, ovvero: "l'informazione oggi" dove si apprende quanto basta, quanto basta per convincerci e sentenziare. Eppure tra “le paure diverse” che affliggono, attanagliano e dividono “nord e sud”, tra i campanilismi messi “quasi tutti” a tacere e figure di merda fatte più o meno da gente “famosa”, “inconsapevolmente”… e/o più o me...

"Mario Balotelli" che vuole "il Pallone d'oro"

Mario Balotelli è forse il calciatore esemplare per la nostra rubrica dedicata ai calciatori che ci hanno fatto sì sognare ma che ci hanno anche buttato giù dal letto letteralmente troppo presto, strano che non ci sia venuto prima in mente, non è una meteora, è stato importante dove ha giocato, non è stato continuo, ma ha lasciato tracce evidenti comunque e non solo nel gossip. Ma andiamo con ordine. Siamo a fine 2007, quando Mario Balotelli con la maglia dell'Inter esordisce in campionato per pochi minuti, ma è in coppa Italia che il nostro incomincia a far parlare giovanissimo di se con due gol alla Reggina e alla Juve nel turno successivo, con un Legrottaglie che non capiva letteralmente dove fosse capitato, tanto era lo strapotere fisico atletico di quel ragazzino:  https://www.youtube.com/watch?v=1jJrFFaoc88  Mario è capocannoniere della competizione seppur in coabitazione. L'anno dopo con Mourihno alla guida si fa notare e rilascia sprazzi di gran calcio e potenz...

Nakata: L'uomo che segnava alla Juve

Continuiamo con la seconda puntata della nostra rubrica settimanale dedicata ai calciatori che hanno lasciato comunque "un segno" nel calcio italiano, che non sono state semplici meteore, che hanno comunque inciso e verranno ricordati ma che forse potevano dare di più. Dopo aver raccontato la storia di Milos Krasic:  http://www.grandipalledifuoco. com/2016/11/krasic-il-nuovo- nedved-che-non-fu-mai.html , oggi vogliamo parlarvi di Hidetoshi Nakata, ovvero: "L'uomo che segnava alla Juve". Hidetoshi Nakata può essere considerato uno dei più grandi se non addirittura il più grande, giocatore nipponico di tutti i tempi. Il suo arrivo in Italia si deve a quella vecchia volpe di Luciano Gaucci che ne intravede le potenzialità non solo di marketing e scommette sul fantasista, investendo qualcosa come sette miliardi delle vecchie lire. Siamo nel 1998 e Nakata esordisce con una doppietta alla Juventus:  https://www.youtube.com/watch? v=hadAub1vx9Y  (che div...

"Krasic" il nuovo "Nedved" che non fu mai

Inauguriamo da oggi una nuova rubrica riguardanti le stelle del nostro calcio che hanno brillato per una sola stagione o poco più. Non tratteremo di "bidoni" veri e propri o di "meteore" strapompate tanto per fare facile ironia, ma di gente che ha giocato in Italia e si è in qualche modo distinta, che si è fatta comunque "sentire" solo che per un motivo o per un altro, le cose per loro, non sono andate per il verso giusto.   Il primo profilo di cui ci occuperemo è quello di Milos Krasic: Dell'arrivo di Milos  Krasic alla Juventus se ne parla da mesi, corre l'anno dei mondiali 2010 e tutti i tifosi juventini si augurano che il giocatore non entusiasmi affatto nella competizione con la sua nazionale, la Serbia, e che esca il prima possibile, per far si che il prezzo non si innalzi di colpo, come succede in manifestazioni del genere. Krasic in tal senso non delude affatto, regalando prestazioni opache con la sua nazionale. La Juventus di Del...

"Perché dobbiamo sempre fare... gli italiani?"

Perché le italiane fanno così schifo in Europa? Perché sembra che ad ogni costo non ne vogliamo sapere di entrare in Europa? (Detta così fa quasi ridere) Non diciamo "Comandare" ma quanto meno partecipare come si deve? Se la Roma fatta fuori dal Porto ai preliminari sbanca in Europa League e la Juventus "forse" vince a stento il suo girone "facile" sono appena le attenuanti, Napoli, Inter, Fiorentina, Sassuolo fanno letteralmente cadere le braccia, eccezion fatta quanto meno per la compagine di Di Francesco che non ha oggettivamente i requisiti, visti anche gli infortuni più o meno recenti che l'hanno falcidiata. Il problema di base però, non ci sembra stia nei giocatori, quanto nelle scelte fatte a priori, del tipo, prediligo il campionato e della coppa me ne sbatto, soprattutto per quanto concerne l'Europa League,  dimenticando l'importanza del ranking Uefa... errore madornale questo, non considerando i ricavi economici che per societ...

Auguri Francesco!

Più che ai 50 anni di Jovanotti, i 40 di Francesco Totti vanno rapportati a quelli di un Mick Jagger o del suo compare Keith Richards, vere e proprie leggende viventi che tuttora scaldano live i cuori. Bandiere, vessilli, che travalicano epoche e rivalità. Perché c hi ama la musica non può non esser grato quanto meno agli Stones al di là se uno gli può preferire o meno i Beatles.  Come Totti, direbbe Fabri Fibra, una delle ultime bandiere vere di questo nostro calcio malato che non investe sui vivai e prova a inventarsi inutili leggi per darsi parvenza di farlo. Come Totti che puoi essere juventino, milanista, persino laziale ma non puoi non essergli grato per la bellezza che ha regalato agli spettatori di qualunque tifoseria, anche quella volta che ha purgato proprio la tua squadra. Ma Francesco Totti non è solo gol seppur quasi sempre di ottima fattura, Francesco Totti rappresenta uno spot per il calcio vero e proprio, giocatore totale, che vede gli spazi, il gioco, prima...

Al via i Mondiali Antirazzisti 2016: calcio, eventi e concerti a Castelfranco Emilia

Al via i Mondiali Antirazzisti 2016. La ventesima edizione della manifestazione Uisp contro ogni forma di discriminazione attraverso lo sport, la musica e la cultura comincerà domani, mercoledì 6 luglio, con l’arrivo delle 184 squadre a Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. Apertura all’insegna di  #VeritàPerGiulioRegeni  alle 12 con  il portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury  che dialogherà con  Carlo Balestri, ideatore dei Mondiali Antirazzisti .  Il   calcio d’inizio   dei Mondiali Antirazzisti 2016 verrà dato  giovedì 7 luglio alle 15 , con l’avvio delle partite nei 20 campi da gioco ricavati  all’interno del parco di Bosco Albergati . Da quel momento in poi si alterneranno partite non-stop di calcio e non solo, dal mattino al tramonto. Sino al pomeriggio di sabato 9 luglio, con la disputa delle finali che si giocheranno ai calci di rigore. Ci saranno  tante storie e tante squadre diverse  che parl...

Un'Italia che merita solo complimenti

Un primo tempo bloccato, dove la Germania si mette a specchio e dove l'unica occasione “reale” capita sui piedi di Sturaro. Un secondo tempo dove i tedeschi ci mettono sotto quasi senza troppo sforzo, facendo valere la differenza che c'è è inutile negarlo. Il gol di Ozil è una mazzata e l' Italia subisce il contraccolpo inevitabilmente, Buffon salva su Gomez subito dopo. Ma non siamo morti, sull'asse De Sciglio Pellè reagiamo, e su un cross di Florenzi sugli sviluppi di un calcio d'angolo una sprizzata di Chiellini e un'intervento a braccia alte di Boateng, rigore sacrosanto che Bonucci trasforma. Si va ai tempi supplementari con l'Italia che chiude in crescendo con una bella conclusione di De Sciglio. Le squadre sono però stanchissime e nell'ultima mezz'ora succede poco o nulla. La lotteria dei rigori, appassionante, non ci premia, un vero peccato uscire così ma questa squadra e il suo allenatore meritano solo complimenti. Buffon 7:...

Italia Willkommen!

L' Italia gioca da squadra, vera, coesa e compatta, con un gran lavoro dei centrocampisti, perfetti, soprattutto nel primo tempo, bloccando le fonti di gioco spagnolo, ma senza rinunciare ad attaccare, anzi, la Spagna si vede nella nostra area soltanto per venti minuti dopo che abbiamo sbagliato il raddoppio più volte nel secondo tempo. Un'Italia praticamente perfetta, che non ha sofferto neanche più di tanto e contro ogni pronostico ha ampiamente meritato la vittoria. Adesso la Germania non fa più cosi paura, anche se i tedeschi sono di certo più forti di Iniesta e compagni. Buffon 7 praticamente inoperoso nel primo tempo, compie un paio di ottimi interventi nell'assedio spagnolo De Sciglio 6,5 diligente e preciso, riesce ad arrivare spesso al crossover Chiellini 7 un gol è una prova senza sbavature, anche in fase di costruzione Bonucci 6,5 altra prova di personalità ed una discesa coast to coast nel primo tempo da applausi Barzagli 6,5 v...

... ma è palese come siano alla fine le motivazioni a far la differenza

352 un dogma che non prevede stravolgimenti tattici. Evidentemente lo pensa Antonio Conte che per una partita pressocchè amichevole, resta fedele al suo modulo base costringendo Bernardeschi a rincorrere l'esterno irlandese. Motivazioni a parte l'aspetto saliente di questa amichevole partita per noi, fa risaltare come non ci sia nessuna intenzione di schiodarsi dal modulo prestabilito, nonostante le convocazioni di Insigne, El Sharawy e lo stesso viola.  Questa è la nota di cronaca più rilevante di una gara che l' Italia ha preso quasi come un impiccio, non mancando tra l'altro di farsi ammonire. Una partita brutta che l' Irlanda ha meritato di vincere ma non troppo dove Sirigu per noi è stato il migliore in campo e dove si è sentita non solo la mancanza di Chiellini, capace di portare palla oltre la metà campo quanto meno, ma anche di Giaccherini e di Parolo. Questa è di certo la nota più negativa... Di una serata che ha dimostrato le idee ferree del CT e ...

Insigne e/è il meglio del Calcio italiano...

Ormai palesato definitivamente il bluff interista e manciniano, appurato come la corsa scudetto sia lotta a due, altro che di sorelle che vanno dilenguandosi come niente...  due sconfitte diverse, quelle maturate contro Juve e Milan, ma altrettanto lampanti di una confusione mentale e di cattiva gestione dello spogliatoio vedono il Mancio ad avere a che fare, complice anche il mercato interminabile di gennaio, con troppe prime donne, dicasi attaccanti. Eder era la soluzione? Quando hai già Jovetic, Ljalic, Palacio, Peresic, Byabany... senza considerare Icardi, senza considerare che hai già evidenti problemi con loro, nel senso "ti mancava solo Eder",  senza considerare il centrocampo o magari la difesa. Eder intanto, è l'unico giocatore che certo della convocazione all'Europeo, visti anche i dodici gol segnati, che pare farà di tutto per non farsi convocare... un ossimoro, ma il cuore è brasiliano ed Eder, a quasi 30 anni a dirla tutta, è pure giusto che si prend...

...è inevitabile che ti ritrovi ad inseguire... anche il prossimo anno

Altra giornata di campionato passata agli archivi e che avvalora le nostre tesi, a cominciare dal fatto che la lotta scudetto sia una questione Napoli-Juve. Fiorentina, causa poche riserve all'altezza e Inter, "Manciniana" che ormai è un vero e proprio aggettivo, per l'ultima piazza disponibile nobile. Il resto, è fuffa, come scriverebbero quelli bravi, la Roma di Spalletti ad oggi, è quanto meno più razionale, più logica, il cambio "tecnico" c'è stato ed è evidente, ma sarà un miracolo inserirsi nella lotta champions, anche se non tutte le possibilità sono precluse, se la squadra recupera energie fisiche e soprattutto psichiche, la Roma per il terzo posto, può ancora dire la sua, sempre che lo spogliatoio sia coeso. Cosa che non può fare il Milan, già da tempo per altro. La cosa che si fatica a capire è il perchè con il mercato di gennaio ormai al termine, le due compagini non provino ad accaparrarsi i giocatori di cui hanno bisogno...  Perchè...

Le stelle sono tante "milioni di milioni"

"Le stelle sono tante milioni di milioni", canta Enrico Ruggeri nella più brutta pubblicità che i nostri schermi passano in questi giorni,  al punto da far dimenticare quasi quella delle ascelle, che vince abbondantemente però in senso lato, nonostante i biscotti  inzupposi di Banderas. Detto questo, le stelle è vero, sono tante, e vanno dove vogliono loro, come un ex centravanti nemmeno  tanto famoso ai suoi tempi insegna, "Bosman". Una volta c'erano i tormentoni musicali oggi ci sono quelli di mercato, "Salah", ha ormai  soppiantato Ibra per il quale si aspettano i "Giorni del Condor" e pare andare alla Roma.  Il giro alla larga, dovrebbe essere questo: Destro alla Fiore, Gomez in Turchia e il nostro  nella capitale. Romagnoli vale Dzeko per il resto a livello di money, Milan, Roma e City sembrano esser d'accordo o quasi. La Viola ha invece  fatto l'ennesimo sgarbo all'Inter, ferma a un semaforo, se prima non vende, a...

Calcio e Mercato

Ancelotti, Jackson Martinez, Kondogbia, lo stesso Miranda per non parlare di Ibra, sono/sembrano ormai lontani dalle promesse sbandierate da Galliani e soci, e pare non c'entri neanche più la campagna elettorale, pare che Mr Bee volesse fare gli acquisti avendo garantita la liquidità necessaria da Mediaset che del mezzo miliardo non ha visto ancora un cent a parte i discorsi sui fondi che da noi sono illegali come ha ricordato De Laurentis l'altro ieri appena. L'Inter di Thohir invece sottotraccia si è mossa più che bene, andando ad acquistare giocatori affidabili e necessari e seguendo una logica finalmente, partendo come è giusto che sia dalla difesa, non a caso, se hai il capocannoniere del campionato e sei fuori da tutto, è chiaro che il problema della benamata non sia la fase offensiva, dove comunque occorrono investimenti mirati, vista la solitudine di Icardi e la ormai scarsa vena realizzativa di Palacio.  La Roma ha abboccato ma anche qui necessariamente all...