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Contano i sogni, o quanto meno, ci vogliamo credere


Sarà stato il caso più che il destino a volere la Juventus di Max Allegri finalista di Champions League, a questo punto, dove cioè salvo l'onore, si fanno gli applausi, si tributano gli omaggi al "vorrei ma non posso". Ci piace pensare ad Antonio Conte, scrivendo questo pezzo, talmente realista da tirar fuori dal cilindro la famosa metafora del ristorante da cento euro dove non puoi sederti con dieci. La Juventus si è seduta comunque, ha mangiato fin che ha potuto, poi le hanno fatto gentilmente sapere che il conto saliva, e allora la Signora si è fatta da parte, con classe infinita si intende, ma ha dovuto arrendersi comunque. Lo stato di salute del calcio italiano è un termometro labile, nel senso che anche se Pogba, Vidal, Pirlo e soci avessero stretto la Coppa delle grandi orecchie, non sarebbe cambiato un accidente. Sarebbe stato semplicemente il destino a prevalere sul caso. Niente altro. Il calcio italiano non sarebbe diventato di colpo il migliore del globo, semplicemente la Juventus avrebbe vinto la sua terza champion. Niente altro. Ma se non fosse cambiato niente con una vittoria, non cambia niente con una sconfitta contro per lo più la squadra migliore del mondo, il Barcellona di Messi, Suarez, Neymar e compagnia stralucente.... il calcio italiano è dove è e rimane comunque, sempre stato in questi ultimi mesi. In netta ripresa, sia chiaro, il ranking Uefa ci spaventa sicuramente di meno dopo i risultati conseguiti in Europa non solo dalla Juventus, ma anche da Fiorentina e Napoli. Poter competere sul serio, cioè per la vittoria finale invece, può accadere per l'Europa League con convinzione, meno purtroppo per la Champion. Questo per dire che Antonio Conte, nella sua metafora culinaria, non aveva torto, ma ha di fatto tolto la speranza, o meglio se la è preclusa... perché la Juventus ha dimostrato che non è un'utopia arrivare in finale nonostante il budget a disposizione sia nettamente inferiore non solo al Barcellona che tra l'altro ha avuto il mercato bloccato, ma anche rispetto ad altre super potenze come lo stesso Real eliminato in semifinale, il Psd, Il Manchester United, il Bayern Monaco etc... La verità dunque sta nel mezzo, come si conviene, tra l'orgoglio degli juventini che comunque sono andati a Berlino e non hanno sfigurato per niente e l'orgoglio di un allenatore che allena la Nazionale Italiana e si sente quasi impotente, cosciente che non può competere, anche per altri motivi,  perché chiaramente il discorso si sposta felicemente da club a nazionale che fa il pari con la squadra di "mostri" affidati a un certo Luis Enrique ben presto ripudiato dal nostro calcio. A sancire che la differenza vera, sul campo, la fanno i giocatori e che gli stipendi che prendono nel 95 per cento dei casi sono motivati. Cosa ne penserà Guardiola di questo argomento ad esempio? E cosa ne hanno pensato gli stessi giocatori juventini che avevano vinto tre scudetti solo grazie ad Antonio Conte? Il campo come al solito le risposte le espone chiare e semplici. 


Intanto il Real, fa fuori Ancelotti, non si sa bene perché, a tal proposito, per ingaggiare Benitez, che in Italia, trofei nonostante passerà alla storia per i continui battibecchi avuti coi presidenti e per il turnover esasperato, Napoli che ha preso a quanto pare Sarri, e in automatico sembra pronto a cedere le sue stelle, ma con De Laurentis non si sa mai, Ferrero ha preso Zenga, Sinisa dovrebbe andare al Milan, Mancini è ben saldo, Garcia confermato, Allegri... ci mancherebbe... proprio lui che ha portato la Juve in finale... e se il prossimo anno la Juve non vince il suo ennesimo scudetto e in finale ci arriva col binocolo che si fa??? Per di più con Dybala e Khedira... Antonio Conte ha lasciato prima infatti, Ancellotti dopo la decima visto che è stato buttato fuori da Allegri è stato esonerato... Lo stato di salute del nostro calcio è intatto, contano gli stimoli, i giocatori, il marketing, gli sponsor, contano i personaggi, il carisma, conta goal sbagliato, goal segnato, rigore è quando arbitro fischia e rigore è sempre per Juventus tranne che a Berlino, contano i soldi, contano gli uomini e contano i sogni, più di tutto, contano i sogni, o quanto meno, ci vogliamo credere e che contino bene 1,2,3....


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