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Nakata: L'uomo che segnava alla Juve


Continuiamo con la seconda puntata della nostra rubrica settimanale dedicata ai calciatori che hanno lasciato comunque "un segno" nel calcio italiano, che non sono state semplici meteore, che hanno comunque inciso e verranno ricordati ma che forse potevano dare di più. Dopo aver raccontato la storia di Milos Krasic: http://www.grandipalledifuoco.com/2016/11/krasic-il-nuovo-nedved-che-non-fu-mai.html, oggi vogliamo parlarvi di Hidetoshi Nakata, ovvero: "L'uomo che segnava alla Juve".

Hidetoshi Nakata può essere considerato uno dei più grandi se non addirittura il più grande, giocatore nipponico di tutti i tempi. Il suo arrivo in Italia si deve a quella vecchia volpe di Luciano Gaucci che ne intravede le potenzialità non solo di marketing e scommette sul fantasista, investendo qualcosa come sette miliardi delle vecchie lire. Siamo nel 1998 e Nakata esordisce con una doppietta alla Juventus: https://www.youtube.com/watch?v=hadAub1vx9Y (che diventerà la sua vittima preferita). Il campionato del nostro è ottimo, il Perugia si salva e lui dimostra di non essere per niente un bluff, giocando bene, sempre nel vivo e segnando dieci reti. Rimane con Gaucci soltanto altri sei mesi, perché a gennaio 2000, la Roma, stacca un assegno di ben trenta miliardi per portarselo a casa. Il Totti falso nueve di Spalletti e Ranieri è ancora tardi a venire e Nakata pur dimostrando la sua versatilità, finisce ben presto col diventare il vice del capitano giallorosso. 

Nella stagione successiva le cose non cambiano e Nakata trova sempre meno spazio, anche perché all'epoca vigeva un certo rigore sugli stranieri in campo con un numero limite da poter schierare. Destino vuole che le regole cambino alla vigilia della sfida scudetto Juventus - Roma.  Nakata prende il posto di uno spento Totti con la Roma sotto due a zero e come d'incanto rimette a posto le cose, prima segnando e poi favorendo con un altro tiro il pari dell'aeroplanino Montella grazie anche all'incerto Van Der Saar che allora difendeva i pali della Juve:https://www.youtube.com/watch?v=vmFYvsZ5kR4. Inutile ricordare che quell'anno la Roma di Capello, Totti, Batistuta, Montella e... Nakata, vinse lo scudetto. Eppure il matrimonio giallorosso ha vita breve per il nostro, in quanto già l'anno successivo approda a Parma per la cifra di sessanta miliardi. 

Rimane tre anni alla corte dei ducati attestando in un certo qual modo il suo valore: talentuoso e discontinuo, un buon giocatore, non di certo un fuoriclasse, uno che ci può stare sicuramente, ma che difficilmente ti può far fare il salto di qualità. Tranne che contro la Juventus, che Hidetoshi ritrova in finale di Coppa Italia nel 2002 e a cui ovviamente segna risultando ancora una volta decisivo per la vittoria della sua squadra:https://www.youtube.com/watch?v=PRr5Z8jMRzQ. La sua carriera italiana si trascina in un paio di stagioni opache tra Bologna e Firenze per concludersi al Bolton in Inghilterra dove a soli 29 anni dopo i mondiali del 2006 da l'addio al calcio giocato: https://www.youtube.com/watch?v=Q1mLYnq44qc. Cosa fa adesso Hidetoshi? Scopritelo in questa intervista rilasciata al Corriere della sera: http://www.corriere.it/moda/news/15_giugno_18/ritorno-nakata-beckham-dell-asia-giro-mondo-lanciare-sake-8690c0c6-15f1-11e5-8c76-9bc6489a309c.shtml

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