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"Antonio Cassano" che non è mai stato, ne tanto meno voluto essere "un soldatino"


Il calciomercato di riparazione come si diceva una volta spara gli ultimi colpi e la notizia della rescissione del contratto di Antonio Cassano dalla Sampdoria, dopo esser già finito fuori rosa da inizio stagione tra l'altro, ci fa per forza di cose dedicare a uno dei più grandi talenti "alla fine sprecati" del nostro calcio, la nostra rubrica... dedicata per l'appunto ai "grandi talenti sprecati" del nostro calcio.  Vi ricordate questo goal? 


                                        


siamo nel dicembre del 99 e quasi al novantesimo minuto e alla seconda presenza in serie A... "Un predestinato".  Un anno e mezzo dopo la Roma strappa "El Pibe di Bari Vecchia" alla Juventus per una cifra di 60 miliardi di lire... lasciate perdere quanto è stato pagato oggi Gagliardini, c'era la lira e parliamo di sedici anni fa. Rimane nella capitale per cinque stagioni dove tra alti e bassi, lampi di talento immenso e "cassanate", comunque mette decisamente in mostra il suo talento... 



                                       

ma alla fine sono queste ultime a prevalere tanto che la Roma alla fine se ne libera per una manciata di milioni di euro nonostante nell'Europeo del 2004 il CT Giovanni Trapattoni, che lo aveva fatto esordire, lo convoca e Cassano risulta essere il miglior giocatore della sfortunata spedizione italiana, segnando 2 gol nelle 3 partite del primo turno. Ad accoglierlo il Real Madrid nel gennaio del 2006. Antonio ha appena 23 anni ma per molti il suo ciclo è già sul viale del tramonto. Si becca subito per il suo "peso forma", un'imitazione televisiva (di Carlos Latre) e per tutti diventa "El Gordito". 



                                      


A Madrid non sfonda neanche e/o forse tanto meno con l'arrivo di Fabio Capello. Resterà celebre però la sua imitazione del mister ripresa dalle telecamere a sua insaputa, più che la Liga vinta con pochissime presenze. Ad appena 25 anni nel 2007 Cassano sembra finito per grandi palcoscenici e fa ritorno in Italia con la maglia della Sampdoria, dove gioca due ottime stagioni che lo portano a una nuova convocazione europea da parte stavolta di Donadoni e grazie anche a un'ottima intesa con Pazzini riesce a portare la Samp nel 2010 a giocarsi addirittura i preliminari di champions league, poi persi col Werder Brema. Quando ancora si parla dei nuovi Vialli e Mancini, il nostro litiga pesantemente con Garrone, allora presidente della Samp e viene messo fuori rosa all'inizio della nuova stagione.



                                       


E' ancora il mercato di gennaio il risolutore per il nostro, che passa al Milan, Pazzini all'Inter e la Samp... in B. Col Milan, Cassano non è protagonista assoluto ma stavolta il suo contributo per lo scudetto è tangibile anche se part time. Purtroppo Il 29 ottobre del 2011, al ritorno dalla trasferta del Milan a Roma, Cassano accusa un malore e viene ricoverato al Policlinico di Milano dove gli viene diagnosticata una sofferenza cerebrale su base ischemica causata dalla presenza di un difetto interatriale. Tornerà in campo soltanto Il 3 aprile del 2012, a cinque mesi dall'operazione. Eppure Cesare Prandelli gli affida le chiavi d'attacco della nazionale italiana, ancora una volta impegnata agli Europei, insieme a Mario Balotelli, portando l'Italia in finale. Purtroppo sappiamo tutti come è andata. 



                                      


Dopo il Milan, arriva l'Inter, lo stesso percorso di Roberto Baggio se vogliamo, mentre il suo gemello del goal Giampaolo Pazzini, va al Milan con un conguaglio di 7,5 milioni a favore dei nerazzurri. Non fa male, segna e fa segnare, ma l'Inter del triplete era di certo un'altra cosa. Passa così dopo solo un anno al Parma, dove disputa un'altra grande stagione, finalmente da protagonista che gli vale la convocazione per i Mondiali del 2014, che purtroppo saranno letteralmente nefasti per gli azzurri e finisce sul banco degli imputati. L'anno dopo è già storia recente, col fallimento del Parma, con Cassano che chiede la messa in mora della società, altra mezza stagione alla Samp, col presidente Ferrero, con Zenga che non lo vuole palesemente, con anche Montella che non è che ci impazzisca proprio, fino ai litigi ultimi e alla rescissione contrattuale di ieri.



Come concluderà dunque la sua carriera Antonio Cassano che non è mai stato, ne tanto meno voluto essere "un soldatino", che parole sue, ha rifiutato la Juventus almeno un paio di volte, ma che magari chissà come sarebbe stato... 

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