Katres - Araba Fenice


“Araba Fenice” di Katres è un album avvolgente, ricco di suggestioni, dove musica e parole sembrano quasi scontrarsi, come opposti destinati magicamente a venirsi incontro. Nove canzoni "di rinascita" prodotte da Daniele Sinigallia (e si sente), senza pecca alcuna, che confermano il talento di Teresa Capuano:

“Ormai ho deciso”: carica di pathos e con un ritmica marziale: “Incasso ed ho le mani vuote e il cuore calpestato da te  e il cuore calpestato da te”.

“Sei”: “Tu sei di un altro pianeta” folk ballad con buone costruzioni armoniche e un ritornello non banale.

“Bla bla bla”: incedere cantilenante e sinuoso che sfocia in un ritornello di sicuro impatto: “Vorrei poter cambiare il senso e le parole arrotolarle e srotolarle a mio piacere Ed essere felice in un giorno di sole Godermi un malumore solo perché fuori piove e non ho l’ombrello”

“Araba Fenice”: con Dap, la titletrack è un brano decisamente toccante, con una buona coda strumentale: “quello che, temo non è certo il futuro e non ho mai preso spunto dal passato"

“Non chiamarmi amore”: morbida e leggera, gusto pop e con quel tocco di “poesia semplice”: “E non chiamarmi amore, pronuncia il mio nome che mi piace”

“Come un’onda”: sinuosa nel suo dipanarsi: “Mi sorprendono le sensazioni quando non le ho mai provate Non mi fido mai di quello che è giusto a prescindere”

“Dicembre Leve”: delicata, intensa e poetica: “Bevo aria e credo che in fondo al cuore ci sia un motore”lo spengo e lieve, lascio morire la mia passione per te

“La risalita”: mood trasognante che esplode in un ritornello trascinante, ottimo l’arrangiamento: “Non credere di essere il centro delle mie certezze non ti illudere Non credere di essere migliore di me Non credere di essere corrente che trascina tutto quanto via con se Non credere di essere migliore di me”

“Mokarta”: con Marjorie Biondo per questa cover dei Kunsertu, suggestiva ed evocativa.

Commenti