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Kiss Me First (Channel 4/Netflix)


“Qui, quello che hai dentro, nascosto dentro di te, verrà fuori... ti piacerà troppo e poi non tornarci sarà molto difficile”

Un prete, una bara, una ragazza ed una chiesa completamente vuota: parte da qui la nuova serie dell'inglese Channel 4, con la distribuzione internazionale di Netflix, che ne sta mandando i contenuti in giro per il mondo proprio in questi ultimi giorni. Composta da soli sei episodi, “Kiss Me First” ci porta all'interno del mondo della realtà virtuale in un oggi un po' troppo futuristico per essere vero, ma c'è anche da considerare il fatto che questi occhiali spaziali collegati ai nostri smartphone stanno prendendo piede e sono sempre più protagonisti nella vita di tutti i giorni. La protagonista è Leila (Tallulah Haddon), una ragazza che perde la madre dopo una lunga malattia e rimasta completamente sola dovrà cavarsela come meglio può e soprattutto si costruirà all'interno della piattaforma di videogiochi chiamata “Azana” un vero e proprio mondo parallelo, dove tenterà di instaurare dei rapporti d'amicizia che nella realtà non ha. 


Il proprio avatar si chiama Shadowfax, e muovendosi all'interno del gioco, conoscerà tra gli altri, Tess (Simona Brown), una ragazza ambigua che cela un mistero oscuro e Adrian (Matthew Beard), leader di uno dei gruppi di giocatori nerd, disadattati quanto Leila se non di più. La protagonista e Tess decideranno di conoscersi anche nella realtà e scoccherà la scintilla dell'amicizia, fino a quando però Tess non scompare nel nulla e tutto sembra essere collegato a quello strano universo parallelo chiamato “Azana”. Allora Leila deciderà di assumere l'identità dell'amica scomparsa per cercare di scoprire quale mistero si nasconde dietro il videogioco e dietro la sparizione di Tess. Insomma una serie tv a cavallo tra cartoon e vita vera, che inserisce l'elemento fantascientifico e tecnologico all'interno di un drama adolescenziale arricchito da un pizzico di giallo che rimane però pur sempre soltanto un drama adolescenziale, senza molte pretese. “Kiss Me First” è un accozzaglia di un po' troppe cose, risultando una serie senza un'identità ben precisa, con attori non eccelsi e con dei personaggi troppo caricaturati.


Ideatore dello show è Brian Alsley, già dietro le quinte di “Skins”, che torna più o meno sempre sugli stessi argomenti: il mondo dell'adolescenza vissuta male, con giovani difficili che fanno scelte poco sensate. Purtroppo la serie dopo il Pilot si perde un po' nella banalità, non riesce ad emergere, a definirsi. Nella serie c'è una leggerezza di base che cozza notevolmente con il mistero dietro il videogioco; videogioco che tra l'altro con l'andare avanti degli episodi diventa sbiadito all'orizzonte, senza intrecciarsi col mondo vero, come se non fosse perno centrale della storia, ma solo sfondo. Insomma “Kiss Me First” non è niente di che: una serie televisiva senza personalità, forse fin troppo ambiziosa, confusionaria e con una narrazione molto lenta.

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