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"La pausa delle nazionali"



“Sai che ho vinto il mondiale da quando ci sei… Sei la nazionale del 2006” canta Tommaso Paradiso in “Questa nostra stupida canzone d’amore” mentre milioni di tifosi hanno in questo momento bene in mente la frase: “C’è la pausa delle nazionali”. Che siamo nel 2018 e il mondiale l’Italia pallonara l’ha visto da casa, mentre si sono inventati la National League per cercare di rendere appetibili le amichevoli più insulse. E’ arrivata l’azienda “Cristiano Ronaldo” pardon “CR7” ed il “prodotto calcio” in Italia è inevitabilmente cresciuto, ma diritti televisivi a parte, quello che conta, che al tifoso interessa veramente, non è vedere la nazionale di Mancini impegnata in questi diversemant che spezzano il ritmo a un campionato che la Juve stradomina da anni, ma sperare che non si infortuni nessun giocatore della propria squadra del cuore… è inutile prendersi in giro e pensare a Zaniolo o a Tonali… alle loro convocazioni senza neanche passare dalla serie A, perché non è che siamo di fronte al battesimo internazionale di un campione ma in pratica agli stage che reclamava Antonio Conte o al tentativo estremo di un gratta e vinci scaccia pensieri... o meglio alla riprova, della  penuria pressoché totale di talenti in casa nostra.


E’ palese e persino drammatico che nelle migliori formazioni di A i titolari italiani siano pochissimi e molti pure in là con l’età. Basti pensare che gli unici due titolari italiani nella Juve sono la coppia Chiellini-Bonucci. Abbiamo detto tutto in pratica. E siccome non riteniamo che i dirigenti di casa nostra siano degli sprovveduti, il problema vero a questo punto, ci pare la mancanza di talento in se. Un tempo in questa nazionale c’era il dubbio su chi far giocare tra Zola, Baggio, Del Piero, Totti… oggi Insigne, Chiesa, Bernardeschi e compagnia non potrebbero reggere minimamente il paragone, chi per un motivo o per l’altro, ma Ventura a parte, appare chiaro il motivo della nostra esclusione agli ultimi mondiali così come appare chiaro il motivo di queste convocazioni "sperimentali".



Quando poi senti parlare di Verratti come l’unico fuoriclasse di questa squadra, si sponsorizza in pratica la convocazione di Allan dal Brasile, si spera ancora in Balotelli,  si mette dentro Emerson Palmieri, persino Kean… Significa che le stai provando veramente tutte... "Eppur non basta" come cantava Marco Parente 20 anni fa o giù di lì.

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