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Margherita Zanin - Distanza in stanza


Margherita Zanin con “Distanza in stanza” prodotto da Lele Battista, rilascia un album maturo e variegato, un vero e proprio concept, scritto bene, che scorre piacevolmente nonostante alcuni passaggi eccessivamente verbosi che non fanno per così dire "respirare" la struttura puramente musicale dei singoli brani, in particolare nella seconda parte dell'album. Brani, che sono introdotti da celebri voci (Capovilla, Morgan, Appino, Godano, etc...) a "spalancare le porte di ogni stanza".
Suggestiva è l’ iniziale “Rosa” con la sua ritmica Ipnotica e le parole ricche di immagini:  “tramonti perduti su strade di mare tra lune di plastica e le tue rose calpestate dalle bombe che liquide scorrono”. Si continua con “Invisibili”: “tra uno sbadiglio ed un figlio” tra sfumature e melodia. intensa, carica di pathos è “Amaro”: “angeli che assomigliano ai dolori si fermano ad ammirare liberi i sogni che rimangono silenziosi”. “Non mi diverto se penso troppo”: “fermati adesso hai solo tre minuti il tempo perfetto ciao ciao” giocata sulla ripetizione, è una filastrocca che gioca con la melodia. “Un amico che va via”: “sono tipi interessanti quelli che non vanno in centro che preferiscono l’erba al cemento” gradevole brano che mischia sonorità rap e soul. “Amaliia”: sospesa “in un giardino di spine ti sei coricata ed eri sospesa solo fragile” con strofa un pò ridondante, meglio il morbido ritornello caricato però anch’esso da eccessivo lirismo.“Ovvietà”: “si sta meglio da soli che soli a metà” ancora un mood sospeso che stavolta si innalza in un evocativo ritornello. “La stanza del mondo”: “sono salva perché nei miei occhi posso vedere la poesia del nostro raccontarci” atmosfere diradate con risvolti armonici non banali e un buon testo.
“Casca il sogno”: è un semplice brano pop “l’inverno che finisce tornerà non mi tradisce”.
“Fiori di carta”: “volevo venirti a trovare non sapevo che treno prendere” intima ballad, “credendo di essere solo un ricordo leggero senza parole da cantare”.“Psicofermo”: mantra a tinte psichedeliche “con un ballo leggero mi butto sui sogni sul serio”. Chiude luna versione eterea di “Il cielo in una stanza”.

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