Un impianto folk “esistenziale”, essenziale e preciso, scevro di virtuosismi inutili, eppur assolutamente coinvolgente, a tratti ipnotico, condito con una poesia ora crepuscolare, ora più propriamente sociale, ma sempre lucida e distaccata indagatrice dell’animo umano, si rivela la penna di Daniele Nava, che si sposa meravigliosamente con le atmosfere evocate. Un disco, questo "Esercizi di Statica", che segue di due anni e mezzo il loro esordio "Le Finestre sono aperte", non per tutti è bene precisarlo, la melodia è infatti rifuggita con attenzione, viene evocata, per così dire, ma dall’esserne sedotti i nostri non ne vogliono proprio sapere e la scelta ci pare sicuramente la più appropriata, visto che nell’insieme c’è un’omogeneità ricercata e di classe, che sarebbe stato quasi un peccato renderla fra virgolette più accessibile, perchè le cose preziose, è proprio vero, bisogna cercarle e scoprirle con cura, ascolto dopo ascolto, come in questo caso. Prima di pa...
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