Ottimo ritorno per l'ormai vera e propria band Elio Petri, un album compatto e granitico nella sua intima essenza che regala oscure perle cantilenanti e niente affatto rassicuranti che crescono dopo svariati ascolti. Arrangiato magistralmente è un lavoro post rock, di base quanto meno ma sono molteplici i riferimenti musicali, (si spazia infatti con nonchalance dal blues al jazz alla psichedelia) che vanno a costruire un mix fascinoso e conturbante insieme alla poetica criptica e surreale di Emiliano Angelelli. Le collaborazioni con i grandi Teho Teardo in tre brani e Marco Parente nella traccia che chiude il lotto arricchiscono ancor più il corpus immaginifico dell'opera in se. "Il disprezzo": cantilena ossessiva dal mood sbilenco e sinuoso... a tratti sembrano i Wolfango immersi in sonorità post rock: "provo disprezzo per tutto" "Mascella": "perchè evidentemente non tutto è vero"... un mood vintage, dai toni crepuscol...
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