"Nello spazio fa freddo... a Mazara fa caldo" e quindi stoffa, pietra e soprattutto legna... e tanta come è naturale che sia e come la sezione ritmica fa intendere sin dall'inizio, la legna deve bruciare del resto e il nostro riscalda da par suo con i suoni della chitarra elettrica, senza plettro e col piede che danza sulle pedaliere e dei testi di "altra levatura", poesie vere e proprie che reggerebbero anche senza udire suono... che invece c'è ed è rilasciato in tutta la sua veemenza, diretto e ben assestato, ancor più che su disco, naturale ed inevitabile del resto, ma non scontato. Perchè gli arrangiamenti dei brani, le strutture armoniche che cambiano volentieri così come i toni, non sono di certo facili da ricreare dal vivo, eppure la magia da "disco nelle cuffie" non solo è intatta ma appunto acquisisce la necessaria dose di potenza, energia, pathos emotivo che dir si voglia... "una legnata", perdonate l'immondo g...
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