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Visualizzazione dei post da settembre 28, 2013

La fine del mondo di Edgar Wright

"Mi chiamavano tutti il re perchè mi chiamo Gary King ehehehe" Da Una notte da Leoni ("io non bevo da 16 anni.. devi aver sete allora!!!") a Dal tramonto all'Alba, soprattutto per il cambio repentino di atmosfere, passando più volte dal via, ovvero la fantascienza e la sua evoluzione, che si mischia con la comicità più sgangherata... si resta quanto meno confusi dopo una visione del genere se non addirittura senza parole. Le troviamo per forza di cose e per i non avvezzi al cinema del nostro diciamo che la logica è difficile da trovare in questo terzo capitolo della "trilogia del cornetto" (L'alba dei morti dementi, Hot Fuzz ) ma c'è comunque, tra le pieghe di questa storia verso la fine del mondo... c'è persino una morale, tra le metafore disseminate qua e la, quello che manca è una coesione vera e propria, un senso che non sia il semplice "ognuno ha i suoi tempi per la maturità"... che in fondo non lo si pretende mica ...

Bling Ring di Sofia Coppola

"Che dici sto bene? Sembra un look moderato? Sembri una troia vestita da segreteria" Dare un senso a Bling Ring, sarebbe come aggiungere didascalia a didascalia, un' opera "sociologica?" che ristagna nella sua premessa, va bene il distacco narrativo, va bene il ritratto macchiettistico delle famiglie dei giovani virgulti ma è davvero troppo poco... si voleva certo narrare la pochezza, il vuoto, Sofia Coppola ci riesce sin troppo dimenticando però di far cinema e tralasciando il messaggio o la rappresentazione di questa vacuità che facilmente si contrappone per equipararsi allo star system, il film manca di verve, ritmo, di battute, non graffia, si limita a rappresentare una storia, vera tra l'altro, quasi con disinteresse, ma non è un problema di empatia, la narrazione fredda dei fatti ci può anche stare, mancano forza, vigore, a cominciare dai personaggi non sviluppati, a parte un minimo quello di Emma Watson che tra l'altro rappresenta una figura ...

Diamo a Sergio quel che è di Sergio!

A 8 anni dalla scomparsa e dopo una causa legale lunga 18 anni, finalmente possiamo ben dirlo: Sergio Endrigo, il poeta dolce della canzone italiana, vince il premio Oscar per la musica del film “Il Postino” del 1996. Si, o almeno virtualmente, visto e considerato che di anni ne sono passati. “Per onestà e chiarezza ci tengo a precisare che papà non ha vinto e non vincerà alcun Oscar almeno a livello materiale… dopo 17 anni, non avendo alcuna fiducia nella giustizia italiana abbiamo deciso di chiudere la diatriba con una transazione i cui contenuti ovviamente sono assolutamente segreti e tali devono rimanere”. Sono queste le parole di Claudia Endrigo, la figlia di Sergio, emozionata per il riconoscimento ma che cerca di mettere un freno ai fan, che giustamente, vogliono omaggiare il loro “premio Oscar”. Il gioiello di Michael Radford, tratto dal libro “Il postino di Neruda” di Antonio Skarmeta, nonché ultimo film di Massimo Trosi che morì 12 ore dopo la fine delle riprese, ha final...