Sembra un’unica lunga traccia, questo atteso esordio de I Cani, dove i pezzi migliori sono quelli già sentiti lo scorso anno o forse no... erano appunto semplicemente i primi, già di per se abbastanza simili... e adesso con questo album troviamo conferma di quanto in un certo qual modo temevamo... ovvero nei dieci brani più l’intro e un altro strumentale, la band non apporta la benchè minima “novità”... come a dire, abbiamo trovato la formuletta vincente e non la cambiamo. Le ritmiche, i suoni, le melodie, specialmente del cantato, si rincorrono praticamente identiche per tutto il disco e alla fine dell’ascolto, è innegabile uno scoramento dello stesso, inevitabile una mancanza d’attenzione, sommata alla noia vera e propria verso le ultime tracce mentre un fortissimo senso di presa per il culo, comincia a farsi strada... eppure... ci tocca spiegarci meglio: Premesso questo è comunque innegabile e forse inevitabile che i nostri, nella “formuletta” che ripetono, sempre uguale dall’iniz...
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