Marziali, ipnotici, stranianti, eppur misurati, tendenti all’essenziale, a una forma canzone comunque ben riconoscibile... mischiando new wawe, psichedelia e post punk in arrangiamenti mai banali... viscerali e crudi nei testi dove quasi senza accorgersene i nostri regalano stralci di poesia... a chiudere il tutto prima di far la somma metteteci una spruzzata inevitabile di Zen Circus che aleggiano qua e là, per tematiche e cantato, uso dei cori compresi... senza dimenticare che è il primo album in italiano della creatura di Francesco Motta... c’è da andarne soddisfatti: “Bestie”: marcia ipnotica e funerea, colorata di suoni minimal e coretti irridenti... corrosivo il testo: “la fine che ci meritiamo è il niente” “Fango”: quasi il proseguimento della traccia precedente, per quanto riguarda l’incedere martellante, con l’aggiunta di chitarra acustica e armonica: “la nostra città è ormai coperta dal fango” “Quando arriva la bomba”: “per terra come dei cani per poi man...
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