L'idea che Woody Allen anche in questo "Magic in the Moonlight" sia sempre uguale a se stesso e giochi con lo spettatore, che lo conosce e apprezza da tanto tempo, coi suoi soliti panegirici, non è campata in aria ma non è sempre un limite come magari lo è stato nelle più recenti pellicole del nostro. Qui per certi versi siamo di fronte all'altra faccia di "Midnight in Paris", il suo ultimo film più suggestivo, intenso e importante. Assoluta necessità delle illusioni per vivere, è questo l'assioma che viene sviscerato in poco più di un'ora e mezza per un ritratto "teatrale" e familiare, alla ricerca dei sentimenti più autentici, del resto: "Lei non è solo spettacolo, è di più, è scienza, filosofia, religione" e sotto intende neanche tanto velatamente la parola amore, che travalica fede e raziocinio e ci scopre felici e inebetiti, al punto da non saper più distinguere il falso dal vero e quali sono le ragioni reali che ci spingo...
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