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Visualizzazione dei post da settembre 25, 2018

Fabio Curto - "Rive vol.1"

Fabio Curto con "Rive vol.1" sforna 10 brani che possono contare in primis su testi non banali e ricchi di immagini suggestive, le melodie sono tutte di sicura presa, gli arrangiamenti efficaci e d'impatto. Tanto blues che si mischia al cantautorato più classico. Il vincitore dell'edizione 2015 di The Voice paga però determinate influenze artistiche. che vanno per restare in Italia, da Zucchero, specie nella costruzione delle ballad e il graffio della voce a Alex Britti nei brani più ritmati e pop. Rimane comunque, alla resa dei conti, un lavoro piacevole che si lascia ascoltare, ci auguriamo che nel secondo volume,  Curto osi maggiormente e riesca a distaccarsi da certi riferimenti:  "Suona con me": mantra blues che riecheggia certe atmosfere del primo Omar Pedrini solista "questa notte regole qui non ce ne è" "Mi sento in orbita": "sono drogato di te sono ubriaco di te sono la terra che manca senza di te" gradevo...

Riccardo Sinigallia - Ciao Cuore

Chissà, forse con quel "Ciao Cuore" ha abbandonato una parte del vecchio Riccardo Sinigallia  proiettandosi verso una "terra di mezzo". L'album infatti, prende una direzione nuova o quasi per l'ex Tiromancino: messe da parte le tipiche chitarre che hanno segnato le sue stesse sonorità, indossa un mantello elettro-pop mai banale, con la co-produzione della sua Laura Arzilli (anche al basso) e le rilevanti impronte lasciate all'elettrica e alla batteria da Motta, ricambiando la produzione di Sinigallia nel fortunato "La fine dei vent'anni".  Sinigallia non è mai stato totalmente mainstream, ed ha, d'altro canto, guardato l'indie da un piedistallo ma curioso com'è di capire, di apprendere, proprio come "Uno che viene sempre da fuori", "Al limite dei sogni" ed infatti in "Ciao Cuore" (Sugar) prende coscienza dei propri mezzi. Forse seguire in parte i consigli del suo "boss" Caterin...

Killing Matthew – Addio nemico mio

I Killing Matthew sono formati dal marchigiano Jacopo D’Andreamatteo e dal lombardo Luca Servodio che da Grenoble debuttano con l’album “Addio nemico mio” per l’etichetta La Stanza Nascosta Records. Un disco italo-inglese abbastanza maturo nei testi, nelle musiche, soprattutto nelle sonorità più blues e nelle ballad, mentre sembrano meno a loro agio nei pezzi più puramente cantautorati vecchio stampo. La loro poetica funziona, l’importante è non tirare troppo la corda o “cantare alla”. Perché i due sono bravi così, semplicemente. Chitarra, voce e poco altro, non troppo spogli e non ridondanti, dimostrando intelligenza nella scrittura. L’unica vera “grana” del lavoro discografico sono i suoni poco curati. In fase di produzione la timbrica dei suoni è una delle cose su cui bisogna prestare molta attenzione, soprattutto oggi con il digitale che sostituisce (e sopperisce) l'analogico. “Gocce” è un estraniarsi dal parlottio tutt’intorno, chitarra arpeggiata e voce intima per...