Una band dissacrante, inconsueta, brillante. E anche di talento. I Filarmonica sono un progetto davvero interessante, forse per pochi e che non tutti capiranno. Non è facile mischiare la canzone-teatro, il cantautorato anni '60 e la new wave anni '80... e loro in questo album ci riescono ed anche bene ed è un po' come giocare con i colori e i cromatismi raffigurati nel disco, che pare che si rivolga ai bambini (sulla copertina compare la scritta: “Ciao, gioca e impara con noi! Troverai figure sorprendenti)... ogni testo ha un colore e un piccolo appunto del tipo: “Autismo su tela”, “Precarietà a toni caldi”, “Schizzo su cantautorato”... ed è da pazzi, o da bambini appunto, mettere insieme musiche così diverse tra loro, accomunate da una voce, quella di Pierfrancesco Del Seppia, così profondamente ironica (o così ironicamente profonda) mentre racconta di autismo e indifferenza, di disoccupazione, di genitori e figli, di governi, di amori un po' morbosi, di puttane...
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