- Ci puoi parlare del processo creativo che ha avuto questo album... (sono passati comunque anni dalla prima release, live, peraltro...) partendo ovviamente dall'incontro con Marco Ancona. Amerigo: Con Marco ci conosciamo da una decina d’anni. Siamo due personalità molto diverse ma che in certi momenti riescono ad esprimere una forte complementarità. Abbiamo in comune alcune cose importanti… una è certamente il senso di appartenenza allo spirito rock’n’roll nella sua accezione più pura e primordiale, da Chuck Berry a Kurt Cobain. La voglia di staccarsi dalle solite trafile discografico-organizzative, ci ha portato a viaggiare e suonare in Italia per due anni, divertendoci e godendo della vita on the road con un’auto, tre magliette e due chitarre, senza doverci preoccupare di delineare un progetto più grande di quel che era, o di avere necessariamente alle spalle un’etichetta, un ufficio stampa, un’agenzia di booking e via discorrendo. A volte hai bisogno di respirare un’altra...
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