Povero Sboro è il nuovo disco, rigorosamente autoprodotto, dei Mad Creudo . Un duo acustico, elettrico, sperimentale, poliedrico, polistrumentale, polivocale, demenziale, a tratti minimale, insomma un po’ di tutto, “dislocato nelle terre del nord” (per usare una loro definizione), e presente sulla scena musicale “underground” dal 2005. Hanno pubblicato 7 dischi, tra album ed EP, e quest’anno ci stupiscono ancora con 25 nuovi brani, dai titoli spesso impensabili, per una durata totale di 33 minuti circa. I due “mad” prendono lo spazio, il tempo, il suono, ne fanno un amalgama che poi scompongono, destrutturano, senza una logica precisa, o per lo meno con una logica lontana, lontanissima, dall’umana comprensione, e ne fanno materia plastica, informe, componibile e ricomponibile, un gioco da bambini. O forse non proprio. Da quel pastone sonoro, variamente aggregato e integrato ne derivano suoni unici, irripetibili, autoreferenziali, che pur tuttavia, e questo lo si intuisce dopo di...
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